giovedì 13 maggio 2010

LO SCULACCIONE ZEN

di Mazzini Blog
Nelle tradizioni del lontano oriente costituisce parte essenziale  della spiritualità e della vita quotidiana la pratica della meditazione, il cui obiettivo principale è avvicinarsi all'essenza dell'Uno liberandosi dai pensieri fuorvianti. In particolare nella tradizione Zen, per favorire l'attenzione concentrata  nel corso delle meditazione collettive il maestro colpisce lievemente con un bastone sulla testa l'allievo che lentamente sta scivolando dalla consapevolezza all'incoscienza  dall'attenzione concentrata alla perdita di presenza, assopendosi. Si tratta di un piccolo colpo secco dato sulla  sommità del capo per ricondurre la mente alla pratica meditativa, grazie a cui l'allievo trasale leggermente e  riprende in modo corretto la sua meditazione. Né troppo leggero né troppo pesante, solo un richiamo calibrato quanto basta per riportare in carreggiata senza distogliere dall'importante esercizio in corso.
Così per i bambini che per lo meno nella mia esperienza spesso si distraggono sino al punto di non ascoltare quello che noi genitori stiamo dicendo. Ripetere quello che stiamo dicendo vale a poco perchè sono affacendati in  altre cose e altri pensieri. Non ascoltano, non sentono. Ecco allora che anche qui è  necessario un piccolo richiamo, uno sculaccione, uno scappellotto o qualsiasi altro piccolo intervento fisico per riportarli nella condizione di maggiore attenzione. Sin qui tutto bene i problemi sono tutti nell'agire con consapevlezza.
Io ad esempio faccio molta fatica ad affrontare situazioni come queste con la necessaria calma. Solitamente quando si arriva al punto di dare uno sculaccione sono irritato e mi è difficilissimo che il "richiamo fisico" parta con la giusta forza, quella necessaria a sortire un effetto positivo e che  permette a tutti di fare  un passo avanti.
La cosa più difficile è essere maestri... ma di se stessi

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