sabato 12 giugno 2010

Wallace, l’insegnante, lo snobismo

di Jacopo Nacci

Caravaggio, San Matteo e l'angelo, prima versione

Fatto ben noto: ormai nei corsi di Inglese della scuola pubblica e del college non si insegnano più né la grammatica sistematica né l’uso dell’Iss [Inglese scritto standard]. E’ così da più di vent’anni e il fenomeno manda in bestia i Prescrittivisti; è una di quelle grosse cose che citano a riprova del fatto che l’America sta gradualmente uccidendo l’inglese. I Descrittivisti e gli specialisti di didattica dell’inglese ribattono che la grammatica e l’uso della lingua sono stati abbandonati perché le ricerche scientifiche hanno dimostrato che lo studio delle convenzioni dell’Iss non aiuta i bambini a scrivere meglio. Ogni schieramento del dibattito tende a considerare l’altro come malato d mente o/e accecato dall’ideologia. Nessuno dei due schieramenti sembra prendere mai in considerazione che forse il modo in cui l’Iss prescrittivo veniva insegnato tradizionalmente c’entrava con la sua inutilità.


Per modo qui mi riferisco non tanto al vero e proprio metodo ma allo spirito o atteggiamento. La maggior parte degli insegnanti tradizionali di grammatica inglese sono stati, naturalmente, degli Snob dogmatici, e come la maggior parte dei dogmatici hanno dimostrato un’estrema stupidità riguardo alla retorica che usavano e al pubblico cui si rivolgevano. Mi riferisco in particolare al presupposto da cui partivano tali insegnanti e cioè che l’Iss è l’unico dialetto inglese appropriato e che se uno non lo capisce può essere solo per ignoranza o amenza o per qualche grave deficienza caratteriale. Dal punto di vista retorico, questo tipo di atteggiamento funziona solo nelle prediche ai convertiti, da un punto di vista pedagogico è deleterio, e quando poi si insegna a scrivere è particolarmente negativo perché pecca dello stesso identico errore che per tutto il primo semestre nella maggior parte dei corsi base di Composizione si cerca di non far commettere ai ragazzi: l’errore di dare per scontato proprio quel consenso del pubblico che invece si devono guadagnare con la retorica. La verità è che lo studente statunitense medio si prenderà la briga di imparare a padroneggiare le difficili convenzioni dell’Iss solo se riconoscerà il Gruppo o la Comunità linguistica dell’Iss come uno di cui gli piacerebbe far parte. E in mancanza di qualsiasi argomentazione in base alla quale il Gruppo dell’Iss-corretto risulti positivo o desiderabile (un’argomentazione che, ricordate, l’insegnante tradizionale non ha dato, perché è uno Snob talmente dogmatico che non ne vede il bisogno), lo studente sarà ridotto a valutare la desiderabilità del gruppo Iss sulla base dell’unico membro ovvio che ne ha incontrato, vale a dire l’insegnante Snobesco in persona. E quale ragazzo sano di mente potrebbe mai desiderare di appartenere a un Gruppo rappresentato da un personaggio così compiaciuto, limitato, presuntuoso, condiscendente, integralmente non-fico come il classico insegnante Prescrittivista?
Non sto cercando di suggerire che in una didattica efficace dell’Iss gli insegnanti dovrebbero portare occhiali da sole e chiamare gli studenti Bello. Quello che sto suggerendo è che la situazione retorica di una classe di Inglese statunitense […] richiede che l’insegnante tiri fuori delle argomentazioni chiare, oneste e convincenti sul perché vale la pena di imparare il dialetto dell’Iss.*

D. F. Wallace, “Autorità e uso della lingua”, in Considera l’aragosta.

* Ho pubblicato questo passo su Vita Beffarda, tra i commenti al post La credibilità dell’educatore, in special modo in merito questo commento di EvaFutura, il cui incipit trovo di una lucidità disperata. Credo che l’idea di insegnante (di lingua madre) di Wallace sia valida in ogni contesto.

Tuttavia mi pare ci siano almeno tre accidenti che rendono in generale “Autorità e uso della lingua” di Wallace fuori luogo, nel senso letterale del’espressione, in Italia:
a) Ho l’impressione che molti insegnanti di scuola primaria e secondaria, in Italia, non siano affatto snob, e che anzi diano segni di timore reverenziale verso ciò che considerano – attenzione: con connotazione positiva – snob, e cioè verso la cultura: per esempio, un segno di timore reverenziale è la volontaria astensione dalla promiscuità con ciò che è snob, cioè con la cultura. Se la mia impressione corrisponde al vero, costoro sono perfettamente dei mediatori, come lo è il prete di provincia che trasmette ai chierichetti il suo terrore per il vescovo.
b) Ho l’impressione che sarebbe sbagliato ritenere l’italiano scritto standard importante in quanto utile (come Wallace dice che l’inglese scritto standard sia), e ho dunque l’impressione che voler trasmettere l’idea dell’importanza dell’italiano scritto standard mediante la nozione di utilità non sarebbe, da un punto di vista didattico, corretto; almeno finché non ci si accordasse sul senso del termine “utile” (ciò naturalmente postulando di dover insegnare solo ciò che si pensa sia vero e mediante mezzi che non tradiscano ciò che si pensa sia vero).
c2) L’italiano scritto standard non è (come Wallace dice che l’inglese scritto standard sia) il linguaggio del potere e delle persone che contano.

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