venticinque luglio (duezerounozero)
di Matteo Mainardisentirti aggrappata ai suoi fianchi,
stanche ed esili l’anime vibranti
le pelli in contatto.
La terra incontra il cielo
e si fonde nel marasma
di un ignominioso frastuono
. Il sudore si confonde
tra le cosce unte e frementi
I seni strizzati urlano
e piangono sangue incitante
la magia di una rosa bianca
aperta, la grettezza della vipera
che inquina.
Nulla più,
lenzuola e lacrime.
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