LA DISLESSIA CHE FA NOTIZIA: IL TAR ANNULLA LA BOCCIATURA DI UN RAGAZZO DISLESSICO
di rossellagrenciAdesso, con questa nuova sentenza, il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento di bocciatura di un ragazzo che aveva frequentato il 2° Superiore, con riferimento al fatto che il collegio dei docenti, in sede di formulazione del giudizio finale sull’alunno affetto da disturbo specifico di apprendimento certificato, non aveva tenuto conto di tutti gli elementi di valutazione imposti dalla legge e non solo di quello prettamente tecnico dei risultati conseguiti.
Risultato: il ragazzo è stato bocciato, senza che i docenti abbiano tenuto presente che era dislessico.
In realtà, purtroppo, succede molto spesso e lo verifico ad ogni fine anno scolastico. Ragazzi bocciati, prevalentemente nelle scuole medie o in quelle superiori.
Spesso i genitori si sentono impotenti di fronte all’Istituzione perchè si fidano della motivazione che gli insegnanti adducono, quella cioè di aver fatto il proprio lavoro. Purtroppo questo non significa che, come è accaduto in questo caso, abbiano tenuto conto delle “peculiarità” (così mi piace chiamarle) del ragazzo dislessico!
Infatti, quasi a giustificazione, i docenti mi inviano lettere attraverso i genitori (sapendo che verranno a controllo per valutare come va la terapia e/o come si evolve la dislessia), in cui fanno un rendiconto delle difficoltà scolastiche del ragazzo. Parlano di “scarsa motivazione”, “obiettivi non raggiunti” ma, andando a vedere bene, essi parlano proprio delle materie in cui si sa che il dislessico ha maggiori difficoltà! A poco serve dire che il ragazzo è seguito anche a casa nello studio, che sta facendo terapia logopedica, che passa i pomeriggi cercando di eseguire tutti i compiti assegnati ascuola! “Manca la sufficienza”, questa è la conclusione. E qui si ferma ogni cosa. Non vale sapere quanti sforzi ha fatto il ragazzo, quanto ha dovuto lavorare e come quei metodi di verifica non gli siano congeniali per dimostare il lavoro svolto!
Ma torniamo a questa storia: il ragazzo aveva fatto progressi dal primo al secondo quadrimestre, nelle materie che si sa, sono meno ostiche per un dislessico. Ma aveva delle grosse insufficienze nelle materie linguistiche, in particolare negli scritti.
Se si conoscesse bene cosa è la dislessia, si saprebbe che questi ragazzi hanno maggiori difficoltà proprio in quelle materie, che faticano ad automatizzare, e quindi a mantenere dei risultati stabili dove viene richiesto l’uso prevalente dell’apprendimento attraverso il canale della lettura e della scrittura.
Come si può quindi pensare che la bocciatura doveva “permettergli di consolidare le conoscenze e le competenze di base nelle discipline nelle quali ha manifestato maggiori difficoltà” se la scuola non ha messo in atto tutte le misure compensative e dispensative riportate dalla Circolari MIUR?
A questo punto aggiungo una mia considerazione positiva: nonostante il lungo iter burocratico che ancora non ha visto l’approvazione della legge a favore degli studenti dislessici, questa sentenza del Tar dimostra che le Circolari MIUR, fino ad ora le uniche esistenti per tutelare i nostri ragazzi, hanno un valore esecutivo. Infatti si legge nella sentenza che “il consiglio dei docenti nella formulazione del giudizio di non promozione ha chiaramente omesso di far menzione e di valutare nella sua globalità la particolare situazione dell’alunno”.
Per un caso andato a buon fine (purtroppo solo con l’intervento del Tar) tanti altri rimangono in penombra, con terribili conseguenze sulla psiche di questi ragazzi e con alte possibilità di un abbandono scolastico precoce.
Ultimo queste mie riflessioni dicendo che fino a quando ci saranno genitori informati che sanno difendere i diritti dei loro figli, sono sicura che presto le cose cambieranno e i nostri ragazzi potranno accedere al Sapere con tutte le potenzialità di cui sono i portatori!
Adesso, con questa nuova sentenza, il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento di bocciatura di un ragazzo che aveva frequentato il 2° Superiore, con riferimento al fatto che il collegio dei docenti, in sede di formulazione del giudizio finale sull’alunno affetto da disturbo specifico di apprendimento certificato, non aveva tenuto conto di tutti gli elementi di valutazione imposti dalla legge e non solo di quello prettamente tecnico dei risultati conseguiti.
Risultato: il ragazzo è stato bocciato, senza che i docenti abbiano tenuto presente che era dislessico.
In realtà, purtroppo, succede molto spesso e lo verifico ad ogni fine anno scolastico. Ragazzi bocciati, prevalentemente nelle scuole medie o in quelle superiori.
Spesso i genitori si sentono impotenti di fronte all’Istituzione perchè si fidano della motivazione che gli insegnanti adducono, quella cioè di aver fatto il proprio lavoro. Purtroppo questo non significa che, come è accaduto in questo caso, abbiano tenuto conto delle “peculiarità” (così mi piace chiamarle) del ragazzo dislessico!
Infatti, quasi a giustificazione, i docenti mi inviano lettere attraverso i genitori (sapendo che verranno a controllo per valutare come va la terapia e/o come si evolve la dislessia), in cui fanno un rendiconto delle difficoltà scolastiche del ragazzo. Parlano di “scarsa motivazione”, “obiettivi non raggiunti” ma, andando a vedere bene, essi parlano proprio delle materie in cui si sa che il dislessico ha maggiori difficoltà! A poco serve dire che il ragazzo è seguito anche a casa nello studio, che sta facendo terapia logopedica, che passa i pomeriggi cercando di eseguire tutti i compiti assegnati ascuola! “Manca la sufficienza”, questa è la conclusione. E qui si ferma ogni cosa. Non vale sapere quanti sforzi ha fatto il ragazzo, quanto ha dovuto lavorare e come quei metodi di verifica non gli siano congeniali per dimostare il lavoro svolto!
Ma torniamo a questa storia: il ragazzo aveva fatto progressi dal primo al secondo quadrimestre, nelle materie che si sa, sono meno ostiche per un dislessico. Ma aveva delle grosse insufficienze nelle materie linguistiche, in particolare negli scritti.
Se si conoscesse bene cosa è la dislessia, si saprebbe che questi ragazzi hanno maggiori difficoltà proprio in quelle materie, che faticano ad automatizzare, e quindi a mantenere dei risultati stabili dove viene richiesto l’uso prevalente dell’apprendimento attraverso il canale della lettura e della scrittura.
Come si può quindi pensare che la bocciatura doveva “permettergli di consolidare le conoscenze e le competenze di base nelle discipline nelle quali ha manifestato maggiori difficoltà” se la scuola non ha messo in atto tutte le misure compensative e dispensative riportate dalla Circolari MIUR?
A questo punto aggiungo una mia considerazione positiva: nonostante il lungo iter burocratico che ancora non ha visto l’approvazione della legge a favore degli studenti dislessici, questa sentenza del Tar dimostra che le Circolari MIUR, fino ad ora le uniche esistenti per tutelare i nostri ragazzi, hanno un valore esecutivo. Infatti si legge nella sentenza che “il consiglio dei docenti nella formulazione del giudizio di non promozione ha chiaramente omesso di far menzione e di valutare nella sua globalità la particolare situazione dell’alunno”.
Per un caso andato a buon fine (purtroppo solo con l’intervento del Tar) tanti altri rimangono in penombra, con terribili conseguenze sulla psiche di questi ragazzi e con alte possibilità di un abbandono scolastico precoce.
Ultimo queste mie riflessioni dicendo che fino a quando ci saranno genitori informati che sanno difendere i diritti dei loro figli, sono sicura che presto le cose cambieranno e i nostri ragazzi potranno accedere al Sapere con tutte le potenzialità di cui sono i portatori!
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