Tunisia, Egitto… Yemen!
di Matteo MainardiL’anelito alla libertà, alla democrazia, alla trasparenza non è un privilegio occidentale. Le recenti proteste che contagiano quello che una volta era definito il “terzo mondo” lo stanno dimostrando.
Sul The New York Times di oggi infatti leggiamo che in Yemen la polizia da mercoledì protegge la capitale nel tentativo di placare gli scontri tra i manifestanti pro e contro l’attuale governo (od attuale dittatura?): tutti, soprattutto studenti, hanno invaso la capitale per chiedere l’estromissione del dittatore Ali Abdullah Saleh, in carica dal 1978, ossia da 33 anni.
Giovani che vogliono emulare i cugini tunisini ed egiziani, giovani che vogliono la libertà e praticano la nonviolenza sfilando in piazza partendo dall’Università di Sana, occupano le strade ad oltranza “fino alla caduta di Saleh!”.
Tanti gli arresti, circa un centinaio e quasi 30 dimostranti rimasti feriti negli scontri con i gruppi pro-governati che spesso si ritrovano per strada con bastoni e pietre per attaccare il giovane e nuovo movimento per la liberazione.
E l’Europa pensa ancora ai respingimenti degli immigrati non arrivando a capire ed aiutare il cambiamento in senso democratico e liberale che il popolo dello Yemen sta richiedendo ai propri governatori ed al mondo intero.
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