Quando il Comitato Nazionale di Bioetica istiga all’aborto
di Matteo Mainardi
Domani mattina sarò insieme al Senatore Marco Perduca (Radicale eletto nelle liste PD) ed a tante altre persone davanti al Comitato Nazionale per la Bioetica a Roma. Sarà l’occasione per esprimere il mio dissenso riguardo all’imposizione di coscienza celebrata dallo stesso Comitatato di Bioetica attraverso il parere positivo all’obiezione per i farmacisti sulla dispensazione della pillola del giorno dopo.
Sarà un sit-in proprio contro il parere dell’organo di consulenza (e di nomina) governativo di estendere l’obiezione di coscienza ai farmacisti, parere assurdo per quanto insensato. “Il CNB si lava la coscienza a molto buon mercato”, nota il Sen. Perduca, e come dargli torto? Con il suo parere, per niente vincolante ma ormai sbandierato su tutti i mezzi d’informazione, il Comitato Nazionale di Bioetica, riconoscendo l’obiezione di coscienza sulla pillola del giorno dopo, propone una gravissima interruzione di pubblico servizio in un contesto come quello italiano dove manca totalmente l’informazione circa la contraccezione, prefigurando la questione come una vera e propria istigazione all’aborto. Ricordiamo infatti che la pillola in questione previene il 95% di aborti e, notate bene, non il 95% di nascite indesiderate, il 95% di aborti a cui il CNB ora cerca di costringere.
A ben vedere, il CNB è ormai diventato un fortino reazionario, al di sopra della legge e della scienza. Come possiamo non opporci al tentativo di attribuire un effetto abortivo a un contraccettivo d’emergenza qual’è la pillola del giorno dopo? Tutto ciò sarebbe in contrasto con quanto sostenuto dalla comunità scientifica internazionale.
Ed il governo ha anche qui le sue responsabilità. Come mai mantiene l’obbligo di ricetta medica per un contraccettivo?
Le farmacie non sono armi. Forse è bene che qualcuno inizi ad urlare per le piazze questa frase.
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