La Cina assassina: Tibet Libero
di Matteo MainardiSiamo al 52° anniversario dell’insurrezione di Lhasa. Il 10 marzo del 1959 infatti i tibetani si aprirono ad una grande rivolta popolare dopo la repressione cinese in vigore dal 1950, una vera e propria colonizzazione di stampo cinese e comunista. Il tutto finì in una violenta soppressione dei rivoltosi da parte delle autorità di Pechino: 87.000 vittime.
Proprio oggi e prpoprio per questo motivo sono stato con i miei e nostri amici tibetani e radicali a manifestare sotto l’ambasciata cinese a Roma, spronato da una lettera del Dalai Lama e dalla nonviolenza praticata e predicata da quelle ragazze e quei ragazzi esuli in Italia e nel mondo a cui oggi non viene riconosciuta una patria ed una lingua. Per i cinesi agli “inquinatori tibetani” non deve venir riconosciuta nemmeno una cultura.
questo è il regime comunista e mistificatore cinese. Questa è la repubblica popolare cinese che oggi come ieri manipola l’informazione per non permettere ai cinesi di sapere la verità sui fatti del ’59.
“Pechino assassino”, “Tibet libero”, “Via i colonizzatori” sono slogan tutt’ora attuali. E se solo noi provassimo a spiegarli ad almeno altre tre persone, qualcosa potrebbe cambiare?
Vai al blog di Matteo Mainardi

