Famiglia allargata
di L e RUna delle prime cose che abbiamo fatto quando, un anno fa, abbiamo lasciato la vecchia vita, lo stipendio fisso, il contratto a tempo indeterminato, è stata adottare un bambino a distanza. E' stato un gesto simbolico, una speranza, un piccolo ma costante impegno che abbiamo voluto prendere come una sorta di buon augurio.
Adesso le foto di Yamil, bambino peruviano di otto anni
dall'espressione simpatica e dagli occhi vivaci, sono in bella mostra su una piccola bacheca al lavoro, insieme a un disegno che ci ha mandato tempo fa. E lui è come un nipotino acquisito, lo chiamiamo per nome quando parliamo di lui, sappiamo che è stato promosso e che va abbastanza bene a scuola ma potrebbe fare meglio (quale delle nostre mamme non ha sentito almeno una volta questa frase???), siamo contente quando arrivano notizie.Downshifting per noi è anche questo, una piccola attenzione verso il resto del mondo. Certo, è una goccia nel mare, ma ci piace pensare che è più di niente.
Se ci rifletto, mi sembra strano quanto un gesto semplice come l'adozione a distanza sia ancora così poco diffuso. Dovrebbe essere strano il contrario, tipo "come????? Non hai nemmeno un bambino a distanza?????".
In effetti quando parliamo di Yamil con altre persone, oppure quando vedono le foto, le reazioni sono di tre tipi:
- l'entusiasta: sostiene già uno o più bambini a distanza, magari da diversi anni, conosce benissimo il piacere che si prova, sa quant'è bello ricevere le lettere, le foto, le notizie, i disegni...
- l'indeciso/il pigro: ti dice che gli piacerebbe molto, ma questo non è il momento, non ha lo stipendio fisso, non ha tempo di scegliere tra le varie associazioni, aspetta il prossimo anno. Un po' come sono stata io per parecchio tempo
- il disfattista: tanto è tutta una presa in giro, chissà dove vanno a finire questi soldi, sono tutti imbroglioni, hai visto quante se ne sentono in TV, io non mi fido, i soldi non mi bastano neanche per me
Finora non mi è mai capitato di parlare con un pentito, spero di non dover mai includere questa categoria.
Agli indecisi dico che, nella maggior parte dei casi, è davvero solo una questione di pigrizia: noi siamo senza stipendio fisso da più di un anno e per fortuna finora 1 euro al giorno per Yamil l'abbiamo sempre trovato! Poi non è detto che si debba essere da soli: alcuni, per esempio, si organizzano con i colleghi di lavoro, con gli amici, con i parenti.
Ai disfattisti non dico niente, tranne che ovunque ci sono gli onesti e i meno onesti, ma questo non può scoraggiare dal fare almeno qualcosa.
Certo, scegliere un'organizzazione che dia delle garanzie, che ispiri fiducia, è sicuramente il primo passo per ridurre il rischio di fregatura. Noi abbiamo scelto Terre des Hommes. La donazione è semplice, noi la facciamo con PayPal due volte all'anno raggruppando le quote mensili: per loro è più semplice e per noi anche. Loro ci mandano la newsletter e, a intervalli regolari, notizie di Yamil.
A volte guardo le foto e penso: ci sarà davvero questo bambino? Avrà fatto davvero questo disegno, come mi hanno scritto, insieme ai suoi amici? E le notizie sulla scuola, sulla famiglia, sul suo stato di salute?
Poi dopo un attimo rifletto: ma importa davvero? Davvero per me sarebbe diverso se la mia goccia nel mare fosse andata ad aiutare qualcun altro di cui non conosco la storia? Certo che no.
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