Museo del Balì: un esempio virtuoso di divulgazione culturale
di adminEsempi virtuosi e casi concreti. Dove ci sono passione, idee e coscienza di ciò che succede le cose si muovono sempre… ecco cosa ci colpisce e cosa ci piace. E questa intervista esclusiva di Andrea Bettini per zerorelativo ne è un perfetto esempio.
Siamo a Saltara, ad una quindicina di chilometri da Fano. E nella storica Villa del Balì, edificio dove nell’antichità fu eretto un tempio dedicato a dio Marte e testimonianze parlano di una cappella dedicata a San Martino; mentre un ecclesiastico di notevole autorevolezza e cultura come Vincenzo Negusanti appassionato di astronomia osservava gli astri dalle torri della Villa, dal 2004 è stato istituito il Museo del Balì.
A parlarcene è Rosanna Valeri, presidente della Fondazione Villa del Balì, che senza indugiare esprime subito il concetto che ruota attorno al museo: “E’ vietato non toccare… questo è il motto della nostra attività museale… è un museo interattivo nel vero senso della parola… chi viene a visitarci si ritrova a provare in prima persona l’esperienza legata all’essere scienziati…”, concludendo con un pizzico d’orgoglio: “… è attraverso la percezione, l’utilizzo dei diversi sensi, che riteniamo che questa esperienza possa trasferire degli stimoli che vanno al di là della semplice visita… questo vale sia per i ragazzi… gli studenti… con i quali è necessario una forma di coinvolgimento, ma anche per gli adulti che magari hanno perso quella sensibilità di isolarsi dalla frenetica quotidianità per immergersi in una dimensione nuova, diversa… come può essere quella scientifica”.
Già perché il museo del Balì è visitato da circa 40 mila visitatori all’anno e tra questi ci sono scolaresche, famiglie, visitatori generici ed insegnanti. Proprio per questi ultimi è stato attivato un programma di aggiornamenti specifici, come ci spiega la stessa presidente della Fondazione: “… il Museo del Balì prevede una stretta collaborazione con il corpo insegnanti, dal momento che riteniamo che quello che viene trasmesso all’interno del museo poi deve trovare continuità anche all’interno delle scuole con specifici laboratori didattici… a tal riguardo proprio a luglio avrà inizio la scuola estiva di astronomia per gli insegnanti… è la sesta edizione di questa iniziativa e quest’anno il tema sarà ‘L’astronomia nella letteratura’… il corso è organizzato in collaborazione con la Società Astronomica Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica…”.
Ma questo è solo un esempio degli eventi che si organizzano con frequenza presso il Museo del Balì. Conferenze, mostre ed ulteriori attività si susseguono durante il corso dell’anno – “… la nostra mission è quella di diffondere la cultura scientifica… per questo manteniamo aggiornate le nostre diverse stanze dedicate alla fisica, alla meccanica e alla chimica… e allo stesso tempo ci impegnamo nell’organizzazione di attività collaterali, ma che poi diventano parte integrante della nostra offerta museale… un’offerta che non si ferma nemmeno d’estate… anzi proprio durante il periodo di vacanza dei ragazzi prevediamo le ‘Notti insoliti’ che sono il perfetto connubio tra scienza e divertimento a misura di famiglia…”.
Ma una caratteristica che forse non è nota ai più e che per questa il Museo del Balì può essere insignito senza dubbi come esempio virtuoso nella gestione e divulgazione della cultura, è che ogni componente della Fondazione non percepisce denaro – “… per motivi diversi siamo tutti volontari… ognuno arriva da esperienze diverse… l’elemento che ci accomuna è la passione… passione con la quale portiamo avanti questo progetto… passione nel riuscire a contribuire allo sviluppo del Museo del Balì… passione ripagata dagli sguardi d’interesse dei ragazzi che ci vengono a visitare… e dalle testimonianze di stima che riceviamo da genitori ed insegnanti…”.
Non solo non guadagnano i responsabili del Museo del Balì, ma addirittura retribuiscono soldi, attraverso i posti di lavoro che hanno creato per i dipendenti e i collaboratori del Museo: “… una decina di contratti a tempo indeterminato… un paio di contratti a progetto… e poi le risorse operative di cui necessitiamo magari nei momenti più intensi della nostre attività…” e continua sorridendo Rosanna Valeri: “… è una piccola azienda… della quale ci riteniamo fieri di poter partecipare senza un nostro diretto interesse economico…”.
Se è vero che per ogni stella che cade è un desiderio che arriva, molte di esse devono essersi posate nelle vicinanze del Museo del Balì, visto il lavoro ben fatto che si ripete ogni giorno.
Vai al blog di admin

