lunedì 25 luglio 2011

I nostri figli di nessuno

di Matteo Mainardi
Secondo Save the Children sono 50mila i minorenni che si ritrovano sotto la soglia di povertà in Italia. Un dato che non proviene dalle istituzioni italiane od europee ma da un’organizzazione non governativa, seppur dotata di ampia autorevolezza in campo nazionale ed internazionale. Non si tratta di una semplice sottigliezza. Mentre l’ong per le proprie rilevazioni può solo affidarsi a dati derivati da indicatori di vario titolo, l’istituzione potrebbe disporre di dati ufficiali.

Ma tali dati tardano ad arrivare, forse non arriveranno mai. Soprattutto non potranno mai essere ottenuti in tempi brevi considerato il fatto che da anni non disponiamo di dati relativi ai minori in istituto ed in comunità.

Le rilevazioni ufficiali del 1998 parlavano di una popolazione ricoverata di 14.945 minorenni – di cui 1.174 portatori di handicap – in 1.802 strutture assistenziali. A distanza di un anno, nel 1999, le rilevazioni dell’Istat parlavano già di una popolazione cresciuta quasi del 100% sfiorando la cifra di 28.148 minorenni. Poi un silenzio assordante fino al 2003: quattro anni di dati taciuti o non esplorati relativi a questa importante fetta di popolazione. In quest’ultimo rilevamento l’Osservatorio nazionale sui minori diede uno spaccato di 170 istituti e 2mila minorenni ancora ricoverati.

Cifre altalenanti, folli per il divario di bambini censiti tra una e l’altra rilevazione, insensibili verso un fenomeno che strazia il presente ed uccide il futuro. In tutto questo l’Istat non conduce un’indagine completa da dodici anni, dal 1999 appunto.

Dunque quanti sono, ora, i bambini senza una famiglia in Italia? L’ultima Commissione parlamentare per l’infanzia della Camera dei Deputati ne calcola un numero impressionante: circa 3.000 in istituti, tra i 15.000 ed i 20.000 all’interno delle comunità, circa 10.200 in affidamento. Seguendo questo calcolo – del tutto approssimativo visto che i dati sui minorenni in affidamento si rifanno a quelli Istat del 1999 – i bambini fuori dalla propria famiglia salirebbero a 28-33.000.

In assenza di una banca dati nazionale non si potrà mai sapere la vera portata di questa realtà. Senza averne i numeri reali non si potranno prendere seri provvedimenti per affrontare il fenomeno. E che senso ha in questo contesto parlare di riforma delle adozioni, di sostegno alla famiglia, di garante per l’infanzia e l’adolescenza se non si è coscienti del problema sociale che si va a toccare? Come si può non pensare oggi, come priorità, ai “nostri figli di nessuno”? Ai nostri figli delle istituzioni. Dei servizi sociali. Dei tribunali. Delle sentenze che tardano ad arrivare.

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