Carceri e volontariato
di Matteo Mainardi
Carceri: questione sociale?
Questa domanda percuote chiunque dopo le recenti, seppur non durature, comparse nella stampa nazionale del difficile sciopero della fame e della sete di buona parte dei detenuti italiani. Tantissimi in attesa di giudizio – non ancora giudicati colpevoli – tantissimi internati per problemi con le droghe – invece di prevedere eventualmente per loro un percorso riabilitativo – tantissimi extracomunitari.
La condizione delle carceri italiane non è da molti considerata una questione sociale e nemmeno una questione economica. Tanti guardano alla propria voglia di vendetta e girano le spalle alla Costituzione della Repubblica italiana che parla di rieducazione del detenuto. Tanti cittadini, quasi la totalità dei partiti.
Fenomeno carceri solo penalizzante nei confronti dei detenuti? La battaglia dei Radicali non si ferma certamente solo a questo. Comprende la condizione delle guardie penitenziarie, dei direttori, degli educatori, degli psicologi, dei volontari. Lo dimostra il fatto che la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia delle Marche domani, 21 settembre, aderirà e parteciperà alla manifestazione indetta in Piazza Navona, a Roma, dal Partito Radicale in occasione della sessione straordinaria del Senato sul tema della giustizia e delle carceri.
Con un sit-in ed una veglia che proseguirà per tutta la notte, rappresentanti delle varie associazioni vicine al mondo delle carceri vogliono indurre il “Parlamento a essere degno di questo nome” ed ad affrontare con coraggio e lungimiranza il problema della giustizia in Italia.
Se a mobilitarsi sono anche i Volontari che dalle Marche si sposteranno a Roma per manifestare, forse qualcosa vorrà pur dire.
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