lunedì 3 ottobre 2011

Storie di baratto – Prima parte

di Maddi

Il divano letto che mi ospita – e su cui temporeggio proprio ora - era di Galatina. Sono andata a recuperarlo giusto ieri, e in cambio ho finalmente rivisto partire la bici che mio fratello ha smesso di usare tempo fa. Il divano è robusto, ha un materasso sostenuto ed è colorato, come lo desideravo.

L'orologio di cristyluna mi ricorda, come ogni mattina, che è ora di alzarsi. Io faccio finta di non accorgermene e chiudo un occhio dicendomi che ancora due minuti posso concedermeli.
Poi però non posso più aspettare. E quando me ne rendo conto le azioni iniziano a susseguirsi veloci: la caffettiera dorata di zazie finisce sul fuoco, la saponetta esce rapida dal contenitore di diafra2000 e mi permette di aprire definitivamente gli occhi, sul tavolo compare la tovaglietta di palladineve su cui adagiare tutto il necessario per la colazione.
Stamattina, grazie a sunenergy, posso addirittura concedermi un po' di nutella! Ma i “campioncini” che ho scambiato con lei stanno per finire. Devo godermeli finchè ci sono.

A colazione fatta mi vesto, e quando la giornata lavorativa non prevede incontri o riunioni “formali”, mi concedo un abbigliamento comodo. In questo periodo – siamo ad ottobre ma fa ancora caldo come in agosto – propendo per le allstar di lune09, i pantaloni neri di stefyluz e, immancabile, la borsa gattosa di luisa1043.

Sono le 8 e bisogna uscire. Agguanto il portachiavi di sunenergy con le chiavi di casa e comincio a scendere le scale, che essendo al quinto piano senza ascensore sono piuttosto lunghe.

Le giornate in ufficio passano rapide. C'è sempre tanto da fare, ma per fortuna il clima tra colleghi è piacevole e nonostante la frenesia ci si riesce a concedere ogni tanto anche qualche chiacchierata distesa.
Io ho un ufficio tutto per me, con un armadio e una panchina “riservati”. E meno male! Se no come farei a gestire i tanti scambi che avvengono durante le mie pause pranzo e subito dopo il lavoro? Avendo questi angoli “privati” posso – all'occorrenza – nascondere tutti i pacchetti e i pacchettini in partenza senza dover dare spiegazioni a nessuno.

La sera, quando torno a casa e non ho impegni, sono tendenzialmente stanca.
Appena rientrata tolgo le scarpe, infilo le ciabatte a forma di ranocchia di mariabarbara2310 e cerco di rilassarmi.
A volte mi faccio aiutare da qualche goccia dell'infuso scambiato con sa.ra, che ha un aroma piacevole.

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