Minimalismo e risparmio
di elle
Diciamocelo: tutto questo parlare di minimalismo, decluttering, semplificazione, smaller living, downshifting, riciclo, riuso, auto-produzione… è figlio della crisi economica. Che ci coinvolge tutti: anche chi non si trova in difficoltà, se appena è dotato di buon senso, non può non farsi delle domande. Cominciare a ridurre gli sprechi male non può fare.
È successo anche a noi, che essendo entrambi professionisti, siamo abituati all’incertezza, ma anche ad avere sempre lavoro; di conseguenza, tendiamo a credere che i tempi di dieta bovina non debbano arrivare mai.
Ripeto spesso che il minimalismo funziona su tanti livelli diversi, e che secondo me è la sua forza (il decluttering è un perfetto esempio di “argomento-cipolla”). Uno dei livelli è proprio la frugalità.
Oggi, ispirandomi a questo post, vi offro alcuni spunti al riguardo; essendo peraltro esattamente l’opposto della “brava casalinga” sensata e risparmiosa, è più che altro una scusa per leggere i vostri suggerimenti, che sospetto saranno decisamente più illumina(n)ti dei miei.
1) Ridurre al minimo le visite al supermercato, programmare i pasti della settimana (lo so, lo so…).
Da quando ci hanno chiuso brutalmente la comodissima Unes sotto casa, sono cessate le mini-spese dell’ultimo minuto “orpo abbiamo finito le uova” che spesso si dilatavano. Non arriviamo a programmare i pasti, ma facciamo la spesa (alla Coop, che ci sembra molto valida come rapporto qualità/prezzo) una volta la settimana, sapendo più o meno cosa consumeremo. Se è proprio necessario, l’Esselunga resta a portata ma abbastanza lontana da farmi evitare gli acquisti troppo impulsivi.
Ma anche:
ricordarsi che “se non ci serve non è un affare”, evitare di farsi prendere dalla “sindrome dell’outlet”, cercare di non cadere nella trappola del 3×2, 4×8, 7×24, offerta speciale, pacco famiglia. Lo dice una che solo di recente è riuscita a esaurire la scorta di bagno schiuma, bagno doccia, sapone liquido e chi più ne ha più ne metta (uff);
abbandonare l’acqua in bottiglia e optare per l’acqua del rubinetto, l’acqua del sindaco, oppure l’acqua filtrata tramite apposita brocca (lo so, l’uso delle brocche filtranti è dibattuto; io posso solo dire che ne usiamo una da un paio d’anni, con soddisfazione). Se non volete rinunciare alle bolle (e perfino alle bibite!), esistono i gasatori. Meno spesa, meno peso e meno plastica.
2) Regalare esperienze, non oggetti.
Che vuol dire non solo regalare un biglietto per un concerto anziché un maglione, ma anche il proprio tempo/disponibilità. Per un pranzo insieme rimandato da troppo, un pomeriggio di babysitting, o per occuparsi del cane o del gatto di un amico che va in vacanza. A entrare in un negozio e sfoderare la carta di credito in fondo siamo capaci tutti. Il vero regalo è il tempo.
Ma anche: riflettiamo un attimo prima di fare un regalo. Perché lo stiamo facendo? Perché ci fa piacere o perché ci sentiamo obbligati e faremmo brutta figura?
3) Divertimento e vacanze a costo (quasi) zero.
Per passare una giornata (o una settimana) diversa insieme, in coppia o in famiglia, non è strettamente necessario spendere/spendere molto. Perché uscire a cena quando possiamo riunirci intorno a un tavolo a casa (e mangiare meglio)? Perché non valutare mete “minime” vicine a casa, raggiungibili magari in treno? Da brava esterofila, anche io commetto spesso l’errore di snobbare automaticamente quello che è “vicino”: lo scambio casa (che ovviamente è un altro modo per viaggiare risparmiando, ma questa volta non mi soffermerò!) mi ha insegnato anche quanta ricchezza può offrire questo angolino di mondo.
4) Optare per i detersivi fai da te.
Io mi sono convertita da un po’. Uso una soluzione di acqua e aceto per le pulizie normali (piani di lavoro, bagni), acqua e alcool per i vetri (ha anche un ottimo profumo), e panni in microfibra. Per la lavastoviglie uso questo: lo ammetto, bicchieri e tazze non brillano come prima (anche per colpa dell’acqua durissima), ma sono puliti.
Appena mi finirà la scorta ventennale di Dash, proverò a fabbricarmi anche il detersivo per la lavatrice (ma ho già sostituito da tempo l’ammorbidente con l’aceto). Anche ridurre le temperature di lavaggio è un ottimo accorgimento per risparmiare (c’è addirittura chi lava sempre a freddo… ma utilizzando più acqua): qui ne trovate altri. Nulla di nuovo, ma un ripasso può sempre servire.
5) Ridurre l’utilizzo dell’auto, preferire bici, mezzi pubblici o… le gambe.
Ovviamente non è sempre fattibile, ma credo che l’importante sia non partire dal presupposto che la macchina ci vuole, anche se magari abitiamo in pieno centro in una città ben servita dai mezzi. Quando (se) andremo a Milano, io e Marco ci siamo già detti che valuteremo l’opzione car sharing: in teoria sembrerebbe la soluzione di tutti i mali compresi la peste nera e il colera, in pratica bisognerebbe provarlo (così a naso il principale problema potrebbe essere il numero limitato di veicoli disponibili). Ma, come dicevo, l’importante è valutare le alternative. E un’alternativa è sicuramente anche quella di cambiare casa per avvicinarsi al luogo di lavoro e/o per poterci andare a piedi o con i mezzi. E magari approfittarne per…
6) Andare a stare in una casa più piccola, e magari più efficiente dal punto di vista ecologico. Meno spazio dove accatastare cose, meno tempo da dedicare alle pulizie, meno spese. Sapete già come la penso.
7) Evitare i cibi pronti, cucinare il più possibile da zero, riutilizzare gli avanzi.
Ognuno sceglierà cosa mangiare, ma cucinare il più possibile è un modo per risparmiare e per mangiare meglio, e un’occasione per stare insieme. La sera, mentre Marco prepara la cena, io imbraccio il mio iPad e la sezione di Google Reader dedicata alle serie TV, leggo le cose più interessanti e magari nel frattempo ci prendiamo un aperitivo. È diventato un rito, che ovviamente dura tanto a lungo quanto elaborata è la preparazione dei piatti ![]()
Per chi ha la giusta passione e predisposizione (non è il mio caso, purtroppo), un altro ottimo suggerimento è crearsi il proprio orto.
Non spendere più di quel che si guadagna.
Coro di “evabbègrazie”? Fino a un certo punto (purtroppo). Secondo IlSole24Ore, le famiglie italiane sono sempre più indebitate: per il mutuo della casa, ma anche per il credito al consumo (i famosi “finanziamenti” per comprare il televisore nuovo o il frigorifero a 3 ante). E, sempre di più, fanno fatica a fare fronte ai prestiti contratti. Quanti cinque o dieci anni fa hanno acceso un mutuo che fondamentalmente non potevano permettersi, e poi si sono ritrovati con l’acqua alla gola? Quanti aprono mille “piccoli” finanziamenti per il cellulare, il frigorifero, la lavastoviglie, e si ritrovano con una somma mensile da restituire superiore alle loro possibilità? Quanti nemmeno sanno esattamente quando spendono ogni mese (fino a poco tempo fa, valeva anche per noi)? Stabilire quanto si spende e quanto si dovrebbe spendere, insomma definire un budget mensile, è sicuramente un ottimo esercizio… e contribuisce anche a farci stare un po’ più tranquilli.
9) Per acquisire non c’è bisogno di acquistare.
Io mi sono svegliata solo di recente dal mio sonno di Bella (?) Addormentata, realizzando che, se mi serve qualcosa, non è strettamente necessario correre in un negozio a comprarlo. C’è il baratto, c’è eBay, c’è anche il semplice passaparola tra amici. Insomma, c’è l’usato (che spesso tanto usato non è). Si risparmia e si prolunga la vita utile degli oggetti. E poi sono tutte modalità lente: ci danno anche l’opportunità di riflettere un po’ più a lungo su quell’esigenza in particolare. Ci serve davvero? Ci serve proprio quello? Ha comunque più senso comprarlo nuovo per qualche ragione? Di nuovo, non è detto che l’usato sia sempre la risposta, l’importante è prendere in considerazione le alternative (che ci sono!).
Esempio stupido: recentemente sono venuta a sapere da un’amica che stava cercando di vendere da mesi un robot da cucina acquistato poco prima di riceverne in regalo uno molto più potente. Detto fatto: noi acquisiamo il robot praticamente nuovo a un ottimo prezzo (ed eliminiamo il vecchio frullatore, magari provando a portarlo da Mercatopoli), lei si libera di un oggetto diventato superfluo e recupera parte del suo valore. Nel frattempo abbiamo valutato anche alternative molto più sofisticate (e costose, come il Kitchen Aid o addirittura il Bimby): ma ci siamo detti che è una buona occasione e ha senso sfruttarla. Quando e se sarà il caso, potremo sempre rimettere in circolo il robot da cucina e pensare a un’alternativa più potente. Per me è un grande passo, visto che fino a poco tempo avrei adorato anche la sola idea di avere qualcosa da comprare
E a proposito di alternative, una nota finale: tutti i suggerimenti di cui sopra fanno risparmiare soldi, ma quasi sempre richiedono (più) tempo. E dato che il tempo è la nostra risorsa più preziosa, non è detto che ne valga sempre la pena. Se siamo in condizioni di poter scegliere, ovviamente, spendere qualche euro in più può essere giustificato a fronte del risparmio di tempo (e anche da un punto di vista strettamente economico: se sono una professionista ben pagata, dedicare tre ore a farmi il detersivo o a preparare la marmellata per tutta la famiglia potrebbe non essere molto sensato… anche se magari lo preferirei a lavorare). Non esistono regole, solo il tentativo di trovare il proprio percorso e il proprio equilibrio.
Aspetto i vostri commenti e suggerimenti!
Vai al blog di elle
