Chi ha questi valori scambia molto di più
di adminPubblichiamo una email ricevuta da Michelina, una barter di ZR, con la nostra risposta. Ci piacerebbe conoscere il punto di vista degli altri barter.
Ciao ZR,
è da un anno che vi seguo. Mi sono iscritta perché credo in queste nuove forme di economia che stanno crescendo. In un momento così delicato, dove il denaro, che manca, è al centro di tutto (purtroppo), ZR è un’alternativa incredibile… per chi ha capito il senso del progetto. Il baratto. Dico questo, perché sempre di più vedo annunci in cui predomina la ricerca di “oggetti di firma” o la ricerca di scambi con solo oggetti firmati. Oppure viene messo in risalto il costo dell’oggetto o scrivono “scambio con oggetto di pari valore”… Questo è di ostacolo per lo scambio, non aiuta.
Quelli che lo fanno, secondo me, non hanno compreso i concetti e i valori di ZR. E’ logico che lo scambio deve essere equo, ma ognuno da al proprio oggetto il valore che ritiene, senza dover sottolineare l’importanza economica… Chiedo gentilmente che vengano controllati di più gli annunci, ed eliminati quelli che non rientrano nelle regole, magari fornendo una spiegazione. Grazie.
Michelina
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Ciao Michelina,
grazie per la sentita segnalazione. Concordiamo con il tuo modo di interpretare il baratto, certamente più in linea con la filosofia di ZR. Infatti lo spirito di chi scambia dovrebbe presupporre anche uno stile di vita più indifferente alle griffe e “all’apparenza” del prodotto e più orientato agli aspetti solidali dello scambio stesso. Più volte, anche in passato, sono emerse discussioni molto partecipate su temi etici, di seguito ti inseriamo alcuni link utili già inseriti sul Mondo ZR. (Custodire la vera natura del sito, Postille su barter doc di Valeria, Picasso diceva che i mediocri imitano, E’ giusto scambiare una pelliccia? )
D’altra parte però, sempre che l’oggetto firmato non sia contraffatto o che l’oggetto di “pari valore” richiesto non sia idoneo, non possiamo entrare nel merito delle motivazioni etiche per cui ognuno si avvicina al baratto stesso. Come scriviamo nelle Linee guida riteniamo che “lo spirito giusto” ed uno stile di vita affine siano certamente d’aiuto nell’effettuare baratti, ma d’altra parte non sarebbe giusto selezionare gli annunci in base all’etica con cui ognuno si avvicina allo scambio. Pur essendo consapevoli, però, che chi ha veramente assimilato i “concetti di ZR” scambia molto di più.
In sostanza, “sottolineare l’importanza economica” non è di per se una discriminante, nè possiamo eliminare l’annuncio se un’utente non accetta offerte inferiori, ad esempio, ad un valore economico di 10 euro. E sta proprio qui la differenza. Proporre concetti a chi è già pronto ad assimilarli, li condivide o li ha già digeriti, cioè ad una “nicchia” già convinta, non rientra comunque fra lo spirito di ZR che rimane uno spazio aperto e pronto al dialogo con tutti. Perchè solo in questo modo le società, o le community
, possono crescere ed evolversi.
Diverso è il rispetto delle regole, che lo staff fa rispettare e sono quelle descritte nella pagina Annunci OK!, nelle Condizioni o nelle altre pagine informative. In questo caso, come puoi vedere tu stessa segnalandoci annunci non idonei, lo staff interviene costantemente. Sperando di essere stati esaustivi ti chiediamo la possibilità di pubblicare la tua email nel Mondo ZR, cosi vediamo che ne pensano gli altri barter, che dici?
a prestissimo e grazie
Lo staff ZR
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silvia:
29 ottobre 2011
13:56
Mi spiace che non ci siano commenti, così provo a dire la mia in chiave volutamente provocatoria, sperando che qualcun altro si senta coinvolto e si esprima.
Credo che chi scova e si iscrive a ZR abbia tre possibili motivazioni:
1. l’etica dello scambio
2. la necessità materiale
3. il collezionismo
Inutile parlare del punto uno, il rinascimento disperato dell’etica in generale forma i rivoli più disparati, alla ricerca del grosso fiume ma disperdendosi e andando a morire, più spesso. Barattare richiede tempo e non devono essere in parecchi quelli che lo fanno per puro spirito etico.
Il bisogno invece, credo che riunisca la maggioranza dei barter; la consapevolezza della differenza tra un oggetto indispensabile e un oggetto desiderato matura esclusivamente in stato di necessità e avere la possibilità di cedere il proprio superfluo per ottenere qualcosa di necessario è una preziosa opportunità e una via razionale alla destrutturazione dell’economia di consumo.
I collezionisti cercano -e trovano- un terreno abbastanza fertile per il loro personale concetto di necessità.
Io credo che i malati della griffe si posizionino più o meno a cavallo tra queste due ultime categorie. Riflettendoci, una cartina tornasole di una delle aberrazioni più tristi partorite da cinquant’anni di ciò che chiamano ancora “crescita”…nessun risparmio da parte, nessuna occupazione solida e stipendi a scalare a pelo sull’accredito successivo, però un 2000 in garage, allstar e iphone personale a tutta la figliolanza e biscotti solo del mulino bianco. Ma questa è già altra questione.
Per tornare all’appello di michelina -pacato, razionale e condivisibile- dichiarare apertamente il valore di un oggetto non significa necessariamente “appesantire” l’etica di questo sito; chiedere in cambio qualcosa che lo valga non lo definirei nè inopportuno nè snaturante,ma semplicemente discrezionale. A discrezione (e all’intelligenza) di ognuno, infatti, valutare la firma di un prodotto scadente come ininfluente, allettante, o imprescindibile. E a discrezione di ognuno attribuire al proprio oggetto o all’oggetto di un altro l’unità di misura volatile della cura, del valore simbolico o quella inoppugnabile della mera qualità.
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cucciol81:
1 novembre 2011
12:09
ero certa d’aver risposto….mi ritrovo molto in quello che ha scritto Silvia. Bisogna stare attenti. il baratto ha una valenza molto importante e bisogna viverlo bene, anche a livello ecologico ed economico(credo sia sempre da valutare l’impatto ambientale che ha un pacco quando viene spedito…e anche economico…)
riguardo allo specificare il valore…direi che a volte si trovano persone che cercano di fare l’affare offrendo però qualcosa di poco valore…credo che questo non sia giusto….
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