Non si può dire che io sia vegetariana, ma…
di L e RDa circa un mese sto cercando di ridurre il più possibile il consumo di carne.
O meglio, sto tornando alle origini. Per i primi trent'anni della mia vita, all'incirca, sono stata quasivegetariana per una questione di gusto: niente meriti, semplicemente la carne non mi piaceva.
All'inizio è stata dura, ricordo con molto poco piacere i pranzi e le cene a base di fettina e lacrime: io che non volevo mangiare, i miei che insistevano, io che piangevo e masticavo ogni boccone un numero variabile tra le cento e le duecento volte, il che rendeva il boccone ancora meno appetibile e lo sforzo di mandarlo giù praticamente titanico.
Poi dicono che belli i ricordi d'infanzia.
Crescendo
sono diventata più o meno indipendente nelle scelte alimentari e ho continuato ad ignorare il più possibile il genere di alimento: non che non mangiassi mai la carne, mi capitava, ma non mi sarebbe mai venuto in mente, ad esempio, di ordinare una tagliata o una grigliata mista al ristorante.
sono diventata più o meno indipendente nelle scelte alimentari e ho continuato ad ignorare il più possibile il genere di alimento: non che non mangiassi mai la carne, mi capitava, ma non mi sarebbe mai venuto in mente, ad esempio, di ordinare una tagliata o una grigliata mista al ristorante.
Ad un certo punto, qualcosa è cambiato, non so chi deve aver premuto qualche pulsantino nel mio cervello, fatto sta che ho iniziato a divorare bistecche al sangue, bipedi e quadrupedi di ogni genere e razza, addirittura il pollo, che prima non avrei mangiato neanche dopo un digiuno di due giorni (beh, forse dopo due giorni sì...). Non so se funziona così, ma è come se il mio organismo volesse recuperare il tempo perduto. O forse, senza andare a cercare per forza spiegazioni biofilosofiche, i miei gusti erano cambiati e io semplicemente li assecondavo - come d'altra parte cerco di fare sempre.
Fino a quando inizi a leggere e a riflettere sul fatto che quello che hai nel piatto ha dietro una storia, che è fatta non solo di crudeltà gratuita verso altri animali (perché troppo spesso ci scordiamo che sono animali come noi), ma anche di irragionevoli costi in termini di risorse ambientali.
Fino a quando ti arriva per la prima volta un peloso in casa: forse sbaglio, forse esagero, ma penso che ci sia un che di stridente e contraddittorio nel tenere un cane come compagno di vita e poi mangiare un vitello o un maiale solo perché non dividono il divano con te.
Lo so, la maggior parte di voi ci è arrivata ben prima di me, quindi non la faccio tanto lunga.
Dico solo che considero questa riflessione come un altro regalo che mi sono fatta scegliendo di rallentare i miei ritmi di vita: è più facile non pensare quando vivi di corsa, è più facile passare distrattamente davanti al banco frigo e mettere nel carrello una, due, tre vaschette di bistecche, che problema c'è?
Ci avevo già provato qualche mese fa a mangiare meno carne, ma evidentemente non ero convinta davvero, perché non è durata più di qualche giorno. E, ovviamente, non era colpa di R, anche se mi piace pensarlo - forse perché al mio annuncio di voler ridurre il consumo di carne ha risposto facendo scorta di salsicce e costine? (Naturalmente è stata solo una coincidenza, e comunque questo non avrebbe dovuto fermarmi se fossi stata convinta!). E, altrettanto ovviamente, non era neanche colpa del fatto che viviamo in un luogo in cui l'alimentazione tipica è a base di porchetta, prosciutto e insaccati di ogni forma e tipo...
Ora sono più decisa, anche se il definitivo mi spaventa, perciò dico solo che ho ridotto (mi pare di essere una fumatrice che sta cercando di smettere!). E anche se mi concedo una consistente deroga, il pesce: chiedo scusa alle creature del mare, ma decisamente non sono pronta anche per questo!
Voi vegetariani navigati, avete consigli per me? Voi che non l'avete ancora fatto, ci pensate ogni tanto?
L
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