Dalla Malesia un passo avanti per la verità sulla guerra in Iraq
di Matteo Mainardi
Da Kuala Lumpur, in Malesia, arriva una sorprendente notizia che speriamo si ripeta presto anche in America ed Europa: L’ex Presidente degli Stati Uniti Bush e l’ex Primo Ministro britannico Blair, sono stati giudicati colpevoli da un simbolico tribunale per aver “commesso crimini contro la pace” durante la guerra in Iraq.
I Radicali denunciano da anni questo crimine contro la verità, ossia l’aver rinunciato (da parte di Bush-Blair) all’esilio di Saddam ormai sicuro nel 2003 per far scoppiare la guerra in Iraq.
La “sentenza” puramente simbolica è stata emessa dal Tribunale per i Crimini di Guerra di Kuala Lumpur, istituito per iniziativa dell’ex Premier malese Mahathir Mohamad. Quest’ultimo, che si è ritirato nel 2003 a seguito di 22 anni al potere, ha avviato l’iniziativa nel 2007 dopo aver severamente criticato l’intervento militare in Iraq.
“L’evidenza dimostra che i tamburi della guerra sono stati percossi a lungo prima dell’invasione”, si legge nel
verdetto. “Gli accusati, nelle loro stesse memorie, hanno ammesso la loro intenzione di invadere l’Iraq anche in
violazione delle leggi internazionali”.
Il tribunale dovrà ora giudicare altri imputati di tortura e crimini di guerra tra cui l’ex Segretario alla
Difesa Usa Rumsfeld e l’ex Vicepresidente Cheney.
Un passo avanti verso la verità sulla guerra in Iraq?
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