martedì 29 novembre 2011

Xmas (I)

di elle

Ebbene ci risiamo, manca meno di un mese all’ora X. Non aiuta che, nel tentativo di convincerci a estrarre il portafoglio, l’agrifoglio finto le ghirlande le lucine le renne le pallotte il rosso e il verde abbiano fatto la loro comparsa fin da metà novembre (anche prima). E nemmeno, ovviamente, che il clima economico-lavorativo non sia certo migliorato rispetto all’anno scorso, anzi: e questo significa poca voglia di festeggiare e pochi/meno soldi da spendere.

Vi state deprimendo? Su che non è il caso. Magari è la volta buona che, a furia di sfrondare (volenti o nolenti), riusciamo a concentrarci sull’essenza. A farci strada tra la carta argentata, i nastri, la plasticaccia, i regali fatti perché-si-deve e le corse nei negozi; ma anche le tonnellate di cibo e gli avanzi che ci durano una settimana… giusto in tempo per ricominciare a mangiare a Capodanno.
Qual è l’essenza del Natale? Oddio, non lo so: ditemelo voi nei commenti (che sono sempre tantissimi e perlopiù straordinariamente intelligenti, vi ringrazio davvero). Per me è quella di tutti gli altri giorni (pucciness alert per Stima): il tizio che mi sopporta da quasi dieci anni e non mi fa mai mancare il suo abbraccio. Tendo a dimenticarlo, a volte, ma quello che conta è poter stare (bene) insieme. Tutto il resto viene di seguito.

Vengo al sodo. Gran parte di ciò che penso sul Natale l’ho già detto l’anno scorso, il resto l’hanno espresso Maria Elena in questo post e Rapanello Urbano in quest’altro. E dato che, se lo fa Patrick Rhone, posso farlo anch’io (!), vi ripropongo anche questo, che avevo parzialmente tradotto qui.
Aggiungo solo un’osservazione: se è vero che, contro un sistema basato sul consumismo e i bisogni indotti, l’unica protesta sicuramente efficace da subito è fare attenzione a come spendiamo a nostri soldise ogni euro è un voto, allora il Natale può essere l’occasione perfetta per cambiare le nostre abitudini ed “esprimerci” diversamente.

Prima di tutto, fermiamoci a riflettere su tutti i regali che facciamo per dovere, per mantenere le apparenze, perché si è sempre fatto. Perché “è Natale” (???). Per anticipare qualcuno che sicuramente ci farà un regalo a sua volta. Compriamo oggetti scemi a cifre ridicole (che però, sommate…), solo per “non presentarci a mani vuote”, oppure spendiamo cifre folli “per fare bella figura”. In tutti i casi, non vogliamo davvero far piacere a chi riceve il nostro “pensierino”; e non illudiamoci che lui o lei non se ne renda conto, così come ce ne rendiamo conto noi scartando l’ennesimo paio di guanti o il cestino sapone-bagnoschiuma-shampoo. Tanto vale essere onesti, e risparmiare tempo e soldi.
Per me, l’ideale sarebbe riuscire a evitare i regalialmeno tra adulti, e magari donare le relative somme in beneficenza, ad esempio tramite:
le lettere di donazione di Emergency,
i meravigliosi Iak di Save The Children,
le adozioni del WWF (con peluche, volendo!).
[EDIT] Eleonora, che ringrazio, mi segnala anche Kiva, ch offre la possibilità di finanziare progetti imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo attraverso prestiti da 25$; alla restituzione, di solito dopo circa 6 mesi circa, si può decidere se ritirare la somma o prestarla nuovamente. Anche tramite carta regalo!

È fattibile? È pensabile? Francamente non lo so. Per non rischiare l’incidente diplomatico, sarebbe meglio parlarne prima: ma con quante persone siamo abbastanza in confidenza da poterlo fare senza rischiare malintesi? E quelle persone sono, probabilmente, le stesse alle quali ci fa davvero piacere fare un regalo, ed eccoci daccapo. Fatemi essere ripetitiva: la cosa più preziosa che possiamo regalare è il tempo, il nostro esserci, una telefonata in più, un po’ più di sbattimento per vedersi, un invito che non rimanga sul vago. Sforzarci di andare oltre i soliti convenevoli, di fare le domande che contano sul serio, di offrire una mano. Tante volte, anche tra “amici”, non lo si fa, non sembra mai il momento giusto, si teme di mettere (e di mettersi) in imbarazzo. E magari dall’altra parte non aspettano altro.

E i bambini? Per quanto sia un po’ Grinch (!), perfino io riconosco che non ha molto senso deludere un bimbo che aspetta Babbo Natale facendogli dotti discorsi sul consumismo, ma possiamo scegliere di comprare un gioco creativo, che ci coinvolga e che richieda la nostra presenza e il nostro tempo, anziché  l’ennesimo DVD (lo so, classici discorsi da “tu non hai figli e non puoi capire“. Non sto dicendo, ovviamente, che far vedere la TV a un bambino mentre voi respirate cinque minuti sia il male; ma anche la TV si può guardare insieme).

Letture interessanti sull’argomento:
A Minimalist Family Christmas (ebook)
A Guide To Simple Holidays
White Friday: “Clear the clutter. Clear the dirt. Clear your schedule. Clear your debts. Clear your mind. Clear your soul.”
Lesson learned from a not-so-simple Thanksgiving
The No-New Gift Holiday Challenge: “What is this crazy challenge? It’s simple — follow all these rules: Buy no new gifts during the holidays.”

E per quei casi in cui non vogliamo rinunciare al pacchettino di carta lucida con il suo bel fiocco e relativo bigliettino? Possiamo comprare alternativo e creativo. Per qualche suggerimento al riguardo, vi rimando al prossimo post. Nel frattempo ditemi come la pensate sull’argomento, e come vi regolate con la questione regali, natalizi e non.

Vai al blog di elle

Commenta