martedì 6 dicembre 2011

Design minimo – Little Black Dress

di elle

Qui il primo post della serie, dedicato alla scrivania.

Little Black Dress, o LBD (che Wikipedia Italia traduce “Tubino (nero)”; ammetto la difficoltà, ma poi capite perché in genere rimando alle pagine in inglese?): “un abito da sera o da cocktail, generalmente corto e di taglio semplice. Gli storici della moda lo fanno risalire alle creazioni di Coco Chanel degli anni ’20, pensate per essere durature, versatili, e ampiamente accessibili, anche dal punto di vista economico, nonché generalmente declinate in colori neutri.”

Quando ho pensato di dedicare un post al “design minimo” in tema di abbigliamento, il pensiero è andato immediatamente a questo capo che è veramente un esempio di minimalismo perfetto. La definizione di Wikipedia parla di abito da sera o da cocktail, ma in realtà lo si può portare in qualsiasi occasione, basta abbinarlo con gli accessori giusti. Il nero sfila (!), sta bene praticamente a chiunque e permette abbinamenti di ogni tipo rimanendo comunque elegante. Per come la vedo io, l’unico lato negativo è il fatto che un capo così basico deve essere di qualità, insomma richiede un minimo di investimento: qualsiasi difetto inevitabilmente salta all’occhio.

Giusto per capirci, ecco il Little Black Dress per antonomasia (oh, quei guanti…). Senza nulla togliere al signor de Givenchy, è forte il sospetto che se l’avesse indossato chiunque altra non avrebbe fatto lo stesso effetto (!), ma non possiamo essere tutte Audrey.

I miei LBD:
- uno smanicato al ginocchio con impunture viola quasi invisibili, che di solito abbino con dolcevita viola e calze in tinta, con una camicia bianca (altro capo basico che va con tutto, risolve qualsiasi situazione, ma per il quale vale la pena spendere due euro in più), con un dolcevita nero smanicato e un cardigan viola… le combinazioni sono infinite.
- un semplicissimo smanicato di maglia a trapezio di Stefanel, con un gran collo, completamente nero, che mi metto quando ho voglia di caldo e di scomparire un po’. Sono stati entrambi tra gli acquisti più azzeccati che abbia mai fatto, senza essere oscenamente costosi
Ricadrebbe nella stessa categoria, se non fosse viola (colore che mi piace moltissimo, si era capito?), un altro smanicato di Benetton, un po’ più pesante, che anche lui va molto d’accordo con il cardigan dello stesso colore, con i dolcevita e la camicia bianca. Lo adoro e lo metto spesso; devo ammettere, però, che la differenza (taglio, cuciture, un po’ tutto insomma) tra quest’abito e il primo che ho citato, di qualità nettamente superiore, si vede parecchio.

Detto tutto questo, di moda io non capisco assolutamente niente, ho i miei gusti e so cosa mi piace (non sempre, comunque, altrimenti non avrei l’armadio pieno di cose che non metto…), ma finisce lì; di conseguenza, avevo bisogno di una consulente, e a chi potevo rivolgermi, se non a Una Snob?
Eccovi quindi una selezione di LBD, tra l’altro tutti acquistabili online (sono in ordine decrescente di prezzo… fate le brave!).

Malo, 100% cashmere. Lo so, il prezzo è da mani nei capelli. Vale il discorso che facevo nel post precedente a proposito della Milk: non so se spenderei mai una cifra del genere per un singolo capo ma, nel caso, sarebbe probabilmente per qualcosa di questo genere, che poi metterei fino allo sfinimento in ogni combinazione possibile, anche a costo di dare l’impressione di avere solo quello nell’armadio (e a questo prezzo ci saremmo vicini!). Del resto, negli ultimi tempi mi sono resa conto che, in fatto di abbigliamento, privilegio sempre di più la qualità rispetto alla quantità. Tendo a mettermi sempre le stesse cose, e preferisco investire in un unico capo che valga veramente la pena, e rinunciare al secondo o al terzo dello stesso tipo: so che lo metterò sempre con piacere, e in più riduco il tempo necessario a decidere cosa mettermi ;)
Tranne rare eccezioni, gli acquisti tipo “Costa relativamente poco, posso anche prendermelo” si sono rivelati sempre dei fallimenti, per cui cerco di evitarli; compro spesso in outlet, approfittando anche del fatto di avere gusti abbastanza classici e, quando non posso permettermi il capo costoso, semplicemente… rimando.

Miu miu (YOOX), classico e molto elegante, nonché probabilmente molto più adatto a una taglia 40 che a una 44; per chi come me devi fare i conti anche con queste considerazioni, c’è questo modello veramente bellissimo di Cacharel (ASOS), tagliato a trapezio, e questo Karen Millen (ASOS), con gonna a ruota; entrambi “perdonano” un po’ di più.

Avete visto i prezzi, sono capi sicuramente belli e versatili, ma con un certo costo. Personalmente non amo la fast-fashion, o forse è solo un problema di volpe e l’uva: nei vari Zara-H&M e similari finisco sempre per sentirmi una tremenda cicciona. Detto questo, cosa c’è di meglio che trovare un capo carino che costa pure poco? La Snob ha pensato anche a questo! Eccovi quindi un modello ZARA studio monospalla, che mi piace moltissimo visto che in genere amo le asimmetrie (ma vorrei vedere dal vivo quella spallina che fa molto anni ’80); ZARA a manica lunga e gonna arricciata (ma per piacere levatele quelle scarpe); e ZARA TRF, molto carino anche se la manica in pizzo lo rende meno versatile degli altri.
Alternativa: andare da una sarta, oppure rivolgersi a una delle bravissime “artiste dell’ago e del filo” che ho citato qui, visto che alcune di loro lavorano anche su misura.

Date le sue caratteristiche, non è stupefacente che sia proprio un LBD il capo scelto per “The Uniform Project“, che è consistito nel portare 1 vestito per 365 giorni (no, non lo stesso…). Molto carini anche gli abiti in vendita nello store (tutti esauriti, però, alla data di pubblicazione di questo post). Sicuramente estremo, ma non sarebbe una gran liberazione?
Lo stesso progetto viene citato da Courtney Carver nel suo post del 2010 dedicato all’armadio minimalista, in cui presenta quello che sarebbe diventato il “Project 333“: portare per 3 mesi solo 33 capi/accessori accuratamente selezionati. Tanti? Pochi? Mah. Se mi puntassero una pistola alla testa, probabilmente la mia risposta sarebbe “Tanti capi, pochi accessori”.
Estremizzando, credo non avrei problemi a portare sempre lo stesso abito, purché abbia la possibilità di abbinarlo con accessori sempre diversi, mentre il contrario sarebbe quasi impossibile, almeno per me… anche se esistono capi come questo che contribuiscono a facilitare l’impresa.

Cosa ne pensate? Vi piacciono gli LBD? Spendereste una cifra corposa per un solo capo molto bello e molto versatile, o preferite una maggiore varietà? E, per allontanarci un po’ dal discorso LBD, iniziative come il “Project 333″vi affascinano o vi fanno inorridire? Riuscireste a portare lo stesso capo per parecchi mesi di fila o addirittura per un anno? Aspetto i vostri commenti!
Per finire, naturalmente, un grande grazie alla Snob che nel giro di un pomeriggio dalla richiesta mi ha fatto avere l’elenco di LBD bello e pronto, malgrado stesse anche studiando per un esame. Che, per inciso, ha superato brillantemente. Grazie ancora :)

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