martedì 27 dicembre 2011

Silvio: “resto in pista”. Ma questa non è una gara

di Matteo Mainardi

Chiama Silvio, risponde Pierino.

L’uno è Berlusconi, ex-Primo Ministro, l’altro è Gelmini, fondatore della Comunità incontro.

“Noi fino all’estate scorsa abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di alzare le imposte. Ora invece con queste tasse il rischio è di comprimere i consumi e indurre in recessione l’economia. Ma la soluzione non dipende da noi nè dal governo nazionale, ma dall’Europa”.

Silvio attacca tutti per non attaccare nessuno.
Silvio si difende facendosi scudo con l’Europa verso cui lui, ex-Presidente del Consiglio di un Paese Membro, non ha mai avanzato proposte serie di cambiamento.
Dice di aver tenuto i conti in ordine e mi chiedo come mai il debito del Comune di Roma sia impazzito, come mai le spese militari si siano elevate a dismisura, come mai i partiti continuano a percepire il finanziamento pubblico, come mai il Vaticano non pagava l’ICI sulle attività commerciali, come mai non è stata fatta una legge sul conflitto d’interessi, come mai…
Silvio rinnova la sua richiesta di fare quelle riforme che, peraltro, il suo governo annunciò, ma non fece.

Ha ragione Giorgio Merlo (PD) quando dice: “E’ quasi incredibile eppure è vero. prima il centro destra nasconde la crisi. Poi fa politiche che rischiano di farci precipitare come la Grecia. Infine appoggia il Governo Monti per poi contestarlo a man bassa il giorno dopo”.

Ma Silvio dice “resto sempre il pista”. Peccato che questa non sia una gara.

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