giovedì 29 dicembre 2011

Altre recensioni di libri letti nel 2011

di Monica Spicciani
Copertina di Il filo dell'orizzonte

Caro Signor Tabucchi...parliamone
Caro Signor Tabucchi, sto diventando una sua estimatrice e molti suoi libri mi stanno attendendo.
Mi sono innamorata follemente di "Sostiene Pereira", ho apprezzato "La testa perduta di Damasceno Monteiro", ho sentito la saudade scorrere in me con "Requiem", mi sono commossa con "Il tempo invecchia in fretta", mi sono ripromessa di leggere nuovamente "Piccoli equivoci sena importanza", ho apprezzato la prosa di "Donna di Porto Pim" pur non amandone i contenuti...ma questo libro...questo mi ha fatto proprio sentire stupida, ha tirato fuori il senso di inadeguatezza che è in me.
Non l'ho proprio capito, come sempre apprezzo il suo modo di scrivere e descrivere, ma la storia mi ha lasciata con un palmo di naso...con la sensazione che ci siano delle cose che mi sono sfuggite, dei passaggi che ho sottovalutato che mi avrebbero permesso di comprendere il senso ed i fatti.
Caro signor Tabucchi, come vorrei averla con me per un giorno intero ed ascoltare i suoi aneddoti, come sono nati i suoi libri...ma soprattutto farmi spiegare le cose che non ho capito in questo filo dell'orizzonte.
Copertina di Le voci intorno
INTENSO
In 60 pagine la Ammirati è riuscita ad affrontare due temi drammaticamente attuali: le stragi del sabato notte e il coma vegetativo.
E lo ha fatto in modo profondo e toccante. Toccante NON nel senso che cerca di muovere a commozione il lettore, bensì nell’ arrivarti dentro, nel farti provare certe cose come se fossi tu a viverle in prima persona, nel farti avvertire quel senso di impotenza e disperazione urlato senza voce dall’io narrante.
Mi è rimasto talmente dentro che ha reso la mia nottata insonne.
All’inizio provi pena e rabbia per quei ragazzini sciagurati che si stordiscono di pastiglie e di discoteca, ti verrebbe voglia di scuoterli, di schiaffeggiarli e di dire loro”ma che cavolo stai facendo???”. Poi l’incidente, come tanti ne accadono. E qui comincia l’agonia peggiore.
Fino ad un certo punto pensi che tutto si risolverà per il meglio, ma poi capisci che non è così...il racconto ti lascia in sospensione con un punto di domanda lacerante e angoscioso...e in quel momento capisci che coloro che, incontrando la morte, erano sembrati i più sfortunati, in fin dei conti avevano avuto la meglio.
Copertina di Quel che sognò Sebastián
Crudo e crudele come la realtà
Avete una visione romantica della vita? Questo libro non fa per voi...
Ambientato in un luogo dove non c'è posto per i sogni, dove i sogni diventano incubi e si confondono con la realtà.
All'inzio la storia cattura, si fa leggere bene, poi, se si è sensibili, arriva il primo pugno nello stomaco. E ne arrivano altri. Non c'è una giustizia, non c'è un trionfo dell'ideale...c'è una sorta di sopravvivenza all'ineluttabilità delle cose, che in certi posti del mondo vanno così, dove, anche senza particolari tragedie, è una tragedia stessa l'abbrutimento delle persone.
Rey Rosa scrive bene indubbiamente, è quello di cui scrive che mi lascia disturbata.
Copertina di L'amore del mondo
Una di noi (3,7 stelle)
Le storie non necessariamente devono essere eccezionali o parlare di persone straordinarie, talvolta è sufficiente la storia di una persona come tante raccontata bene.
Ovviamente è un racconto che forse in un romanzo avrebbe potuto avere sviluppo maggiore e un approfondimento delle tematiche, ma già così si legge bene.
Daria Bignardi è una donna di oggi che scrive di una donna di oggi e lo fa come conduce le sue trasmissioni, in modo ironico ed asciutto, senza tanti fronzoli.
Copertina di Gli sfiorati
Un parto difficile (4,5 stelle)
Questa recensione e la lettura di questo libro sono stati un parto difficile. Gli sfiorati è stato nella mia libreria per oltre un anno senza mai risvegliare la mia intenzione di leggerlo, tanto che ad un certo punto ho pensato di rimetterlo in scambio. Menomale che non l'ho fatto e gli ho dato un'opportunità!
Veronesi secondo me è geniale, in questo libro ho sottolineato tante di quelle frasi da consumare il lapis...
E' geniale nell'uso delle parole, nel riuscire a raccontare profondissimamente nulla per due pagine e oltre, nel coniare anche nuovi termini e nello spiegare benissimo il loro significato (vedi schiumevolezza), nell'affrontare la tematica del vuoto di vita in cui certi personaggi vivono... Il libro è stato scritto un po' di anni fa ma lo trovo più che mai attuale.
Fin'ora tutto geniale ma allora cosa c'è che non va? Beh... dal mio punto di vista la lettura difficoltosa è dovuta soprattutto alla tematica affrontata, pur potendo apprezzare l'analisi degli "sfiorati", li sento troppo distanti da me, da quella che sono adesso e dalla giovane che sono stata. Pur apprezzando la bellezza della scrittura e in un certo senso della storia non mi sento coinvolta. Per reputare un libro bellissimo oltre ad un giudizio razionale positivo devo avere anche un giudizio del cuore e della pancia che arrivano spontanei e me lo fanno amare.
Sandro Veronesi rimane tuttavia una bella sorpresa, e sono curiosa di leggere altre cose sue, magari su una tematica diversa.
Copertina di Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari

Vietato ghettizzare! (4,7 stelle)
Spesso ghettizziamo la letteratura di evasione facendo di tutta l'erba un fascio...e sbagliamo!
Questo delizioso libro si è rivelato una parentesi gradevolissima tra letture più fosche o impegnate, divertendomi con una scrittura creativa, intelligente e mai banale.
La storia evoca le immagini in modo vivido, mentre leggo mi scorre un film davanti agli occhi, con personaggi che si muovono un po' fuori dagli schemi e dal tempo.
E'un libro molto francese (mi ricorda molto "Chocolat" per l'atmosfera)sebbene sia stato scritto da un'inglese...
Lo consiglio vivamente a chi ama il "bello scrivere" ed ha voglia di fare qualche sorriso senza inciampare in volgarità o banali scene da sit-com. Complimenti anche alla traduzione riuscita benissimo.
Copertina di La pioggia prima che cada
1 persone lo trovano di aiuto
Manca qualcosa (3,8 stelle)
Spesso mi lamento che i libri sono troppo lunghi...in questo caso mi è mancato un pezzo. La storia inizia parlando di Gill, e mi appassiona subito. Poi comincia il racconto di zia Rosamond, quasi ininterrotto ed estremamente descrittivo...un po' pesantino direi. So che forse è banale la mia osservazione, ma avrei preferito che il racconto di Rosamond fosse maggiormente intervallato dalle vicende di chi la ascolta, ovvero di Gill e della sua famiglia. Sono rimasta insoddisfatta da questa mancanza, mi è mancato di sapere di più su queste donne che fungono soprattutto da ascoltatrici della voce della zia registrata su un nastro, sono rimasta con la curiosità e la voglia di conoscerle meglio...e invece è stata sviscerata nei minimi particolari un'altra storia, che, seppur interessante, ho trovato a tratti prolissa.
Beh...con le mie osservazioni mi si potrebbe muovere la critica che avrei voluto un altro libro...beh, forse sì.
Nonostante questo il romanzo mi è piaciuto, avevo voglia di leggerlo ed andare avanti, inoltre mi pare scritto bene.
Un'osservazione:se avessi letto questo libro non sapendo chi è l'autore lo avrei immaginato scritto da una donna.
Copertina di Oscar e la dama in rosa

La morte e la vita con gli occhi di un bambino
Un piccolo libro, scritto in modo semplice (l'io narrante è un bambino di dieci anni) ma cosparso qua e là di pillole di saggezza e spunti di riflessione sulla morte e sulla vita. Forse non è un capolavoro ma è certo un bel libro che si legge in un soffio.
Mi aspettavo di piangere conoscendo l'argomento trattato, ma l'autore, pur sapendo toccare l'anima, non cerca di commuovere per forza. Riporto alcune delle frasi più brevi che ho sottolineato:
"Se mi interesso a quello che pensano i cretini non avrò più tempo per quello che pensano le persone intelligenti"
"i miei genitori hanno qualche difficoltà con la conversazione allora mi portano dei regali"
" la maggior parte delle persone sono senza curiosità, si aggrappano a ciò che hanno come il pidocchio nell'orecchio di un calvo"
"le domande più interessanti rimangono domande"
...Pagina 85 l'ho sottolineata tutta...
Copertina di La targa
Priciso 'ntifico (3,5 stelle)
Camilleri potrebbe anche scrivere una lettera commerciale e la renderebbe piacevole. Con la sua scrittura musicale e arguta ci ha dato,senza troppe pretese, 60 pagine godibili di sicilianitudine.
Copertina di Il castello bianco
Inadeguata?
Questo è uno di quei libri in cui ti chiedi se sei tu ad essere inadeguata per la sua comprensione o se si tratta oggettivamente di un mattone.
All'inizio, nonostante la difficolta nell'abituarmi al tipo di scrittura un po' arcaica, mi ero appassionata...poi man mano che la storia andava avanti mi sono sentita un po' oppressa dallo stagnare delle elucubrazioni dei due protagonisti. A tratti l'ho trovato folle...sinceramente sono presenti dei pensieri anche interessanti ma esposti in modo contorto e pesante, quasi da deviato mentale...
Più volte sono stata tentata di mollarlo. Invece l'ho finito, anche se alcune pagine le ho scorse velocemente perchè la pesantezza era troppa.
Probabilmente di questo libro non mi resterà nulla. Posso capire la sua valenza letteraria, ma per l'argomento e l'ambiente fisico e mentale in cui si svolge, non l'ho trovato interessante.
Copertina di L'ora di pietra
Pomeriggi con Imma
Sono due pomeriggi che trascuro di dipingere per stare in compagnia di Imma, la protagonista di questa storia. La vicenda non sarà particolarmente originale ma nemmeno banale, sta di fatto che prende. Con i suoi capitoli brevi, in cui viene alternato il monologo di Imma alle parti narrate sulle persone che le gravitano intorno, questo romanzo si fa leggere proprio volentieri.
E' il mio primo libro della Oggero e non so se questo sia il suo abituale modo di scrivere, quando fa parlare Imma si cala nella parte della quattordicenne del sud e le frasi sono scritte come se a pensarle fosse davvero una ragazzina. Per certi versi "L'ora di petra" mi rammenta "Le luci nelle case degli altri" della Gamberale, ma mentre nell'altro romanzo avvertivo i pensieri della protagonista poco realistici per essere pensati da una ragazzina, in questo caso mi pare che Imma sia ben centrata come personaggio. Sono piacevoli anche le parole dialettali, che danno colore e aiutano a calarsi nell'ambiente.
Sicuramente non un capolavoro ma una storia molto piacevole da leggere.
Copertina di Libertà

4 Stelle? Mah...anche no
Pagina 130 circa...
Libro non disprezzabile, ma mi aspettavo qualcosa di più o di diverso forse...gran brutta cosa le aspettative, non sono buone amiche della lettura.
Guardo lo spessore del libro e penso quasi con sgomento che sono solo a un sesto della storia...cosa avrà ancora da scrivere, cinque volte altrettanto, oltre ciò che ha già scritto?
La tentazione di abbandonare viene, anche perchè le vicende narrate pur non essendo né scritte male, né stupide, né particolarmente noiose di fatto mi risultano poco interessanti.
Domanda: cosa c’entra il titolo con il libro?
Pagina 200
Ho cominciato a scoprire il significato del titolo...e ad appassionarmi un po’ di più alla storia.
“Ogni giorno aveva a disposizione l’intera giornata per escogitare un modo di vivere dignitoso e soddisfacente, eppure tante possibilità di scelta e tanta libertà sembravano solo renderla più infelice. L’autobiografa è quasi costretta a concludere che si compativa proprio perchè era libera.”
Avverto comunque molta distanza con questi personaggi, soprattutto con il mondo americano, con il modo di vivere e con la quantità di nomi citati di cui ignoro tutto. Non sono una fanatica dell’America e difficilmente riesco a sentirmi coinvolta emotivamente da un romanzo americano.
Pagina 230
Ho scoperto il senso della copertina del libro: Dendroica Cerulea!!!
Pagina 622
Finalmente sono arrivata alla fine della storia...saltando qualche riga qua e là, lo confesso...
Due domande: Ritieni che questo romanzo abbia un valore letterario? SI
Ti è piaciuto? NO
Il dono della sintesi è un valore aggiunto per me, un libro non vale di più perché ha più pagine bensì per ciò che dice e per le emozioni e le riflessioni che mi suscita, e se lo fa in poche righe meglio.
Franzen mi ha sfibrato aggiungendo parole e parole a concetti che a parer mio potevano essere resi in molte meno pagine, non me lo sono gustato, ci sono state parti che non mi interessavano affatto. Troppo , troppo lungo.
Copertina di Le ore

Non trovo nessun difetto
Spesso quando leggo un libro, anche se mi piace, trovo dei difetti. In questo no.
Cosa dire di un libro scritto in modo perfetto (probabilmente tradotto anche assai bene), che ti fa entrare nella mente dei personaggi in modo perfetto, che esprime con parole perfette sensazioni che hai provato ma non sei mai riuscita a focalizzare in modo chiaro?
Non è nemmeno troppo lungo...cosa volere di più da un libro? Consiglio vivamente di leggerlo.
Copertina di Acciaio
Perplessità
Questo libro mi lascia perplessa...
Non posso dire che sia brutto, tuttavia, mentre ho trovato bellissimo il racconto "La lince" della stessa autrice, questo romanzo non mi ha entusiasmata.
Ho l'abitudine di sottolineare le frasi che mi colpiscono...ecco...non ho sottolineao nulla!
La storia parla di una porzione di umanità che mi ha molto ricordato "Ti prendo e ti porto via" di Ammanniti, ma la Avallone in questo caso non ha certo avuto un mordente pari all'altro autore.
Questo romanzo avrebbe potuto essere più breve, essere sviscerato meglio,scavare molto di più nei personaggi di contorno e nelle protagoniste stesse.
Credo che sia stato sopravvalutato.
Pare una sorta di bozza da ricontrollare ed aggiustare in alcune sue parti prima di essere stampata.
Rimane tuttavia un discreto romanzo che si fa leggere.
Mi hanno inoltre colpita delle imprecisioni (volute? mah...)sulle lire/euro (nel 2001 non si pagava più in lire!) e sul lettore mp3...ma esistevano già? E se sì, erano così diffusi dieci anni fa, da essere in mano ad una ragazzina figlia di operai? Quando leggo un libro faccio caso anche alla verosimiglianza dei fatti, specie se il libro vuore essere realistico.
Veniamo alle protagoniste, non le ho amate, non le potevo amare ...nell'adolescenza io non ero come loro, ero "le sfigate" che giravano con l'asciugamano intorno alla vita per coprire la cellulite...però ho provato pena per loro, per la difficoltà e la tristezza che può essere nel cuore di adolescenti apparentemente frivole e senza problemi. Forse il lato migliore di questo libro è stata la rilettura che mi ha fatto fare sul mio stesso passato, il poter pensare che le "ochette" dello stabilimento balneare che odiavo forse tutto sommato non erano più felici di me e che crescendo poi la vita pareggia un po' i conti fra tutti...
Copertina di Tutti i racconti

Densità
Già dai primi racconti si capisce la genialità di questa donna, la capacità di analisi del particolare sia per la descrizione esterna delle cose che per la descrizione interiore.
I suo racconti sono densi, non hanno frasi di riposo. Non puoi saltare nemmeno una riga o rilassare la mente su passaggi meno importanti perchè non ce ne sono. Tutto è fondamentale ed impegnativo, scrive una considerazione e tu ti aspetti che nella frase dopo la riprenda e la spieghi meglio...e invece no! Il discorso continua nella tematica ma non ti facilita la comprensione di ciò che hai appena letto, e tu devi tornare indietro e rileggerti la frase finchè non credi di aver compreso davvero cosa intendesse. Per questo credo che venga considerata una scrittrice "faticosa", e decisamente lo è.
L'avevo empre sentita nominare ma non avevo mai letto nulla di lei finchè non sono stata rapita da "Le ore"di Cunningham, che mi ha incuriosito sulla sua figura e sulle sue opere. Per accingersi alla lettura di Virginia Woolf sono necessarie una predisposizione d'animo adeguata ed almeno un'ora a disposizione in un luogo tranquillo senza essere disturbati. Da leggere a piccole dosi.
Copertina di Behave
Perdonata per i congiuntivi (4,5 STELLE)
Quanto mi irrita il mancato uso del congiuntivo! Ma in questo caso la Parrella é perdonata. Il modo di scrivere secondo me é perfettamente calato nel modo di pensare e parlare dell'io narrante, che non é una persona stupida, ma non é colto. Una bella storia che tocca il tema dell'handicap e sfiora il tema dei profughi delle carrette del mare. Rende bene in poche righe le difficolta' che puo avere una persona di fronte ad un figlio handicappato e soprattutto fa capire che poi alla fine questo figlio lo si ama cosi com`é, punto e basta.

  • Copertina di Il dolore perfetto

  • Poetico e scritto benissimo (4,8 stelle)
  • Ho preso questo libro in biblioteca dopo che l'avevo regalato ad un'amica la quale me ne aveva parlato molto bene.
    E' estremamente poetico specialmente in alcune sue parti.
    Nell'insieme forse è un pochino lungo, mi ricorda per la lunghezza e per il racconto generazionale "cent'anni di solitudine", anche se il modo di scrivere è molto diverso da quello di Marquez e la storia raccontata è priva del surrealismo sudamericano. Si tratta di un racconto molto più vicino alla nostra cultura, una storia tutta italiana che potrebbe essere quella dei miei nonni. Mentre leggevo era come se rivivessi i racconti della vita contadina di mia nonna, come se rivedessi le foto degli avi in bianco e nero che custodisco gelosamente in una scatola di latta.
    La figura di Annina è quella che mi è rimasta nel cuore, le righe riferite alla sua persona sono poesia pura.
    Ti è stato d'aiuto?
  • — Oct 6, 2011 | Modifica | Rimuovi | Aggiungi la tua opinione
  • Copertina di Requiem

    Come vorrei avere la versione originale in portoghese!
    Ormai con Tabucchi non so essere obiettiva. Specie se mi porta a Lisboa, la città che amo di più dopo casa mia.
    Interessante anche la nota del traduttore nella quale spiega un po' perchè Tabucchi non si è tradotto da solo. E'anche interessante notare che la traduzione è talmente fedele e precisa che la parola "sorte" è rimasta "sorte" e non "fortuna" come siamo soliti dire in Italia. In Portogallo si dice 'Boa sorte' per dire 'Buona fortuna' ma se si assapora bene ci si accorge che dire 'Buona sorte' è molto diverso, ha un diverso peso e significato...solo questo basta a farmi capire perchè Tabucchi ha avuto la necessità di scrivere in portoghese.
    La storia è strana che più strana non si può, ma che ci posso fare? Tutto quello che scrive quest'uomo per adesso mi piace e mi porta in una dimensione altra.
    Copertina di Treno di notte per Lisbona

    Un saggio filosofico nascosto in un romanzo (4,7 stelle)
    Questo non è certo uno di quei libri che si possono leggere con il cervello scollegato.
    La forma è di un romanzo ma il contenuto nasconde molto di più, accanto alla storia del protagonista Gregorius si dipanano le considerazioni filosofiche del co-protagonista Amadeu, autore del libro letto da Gregorius detto Mundus. Un libro decisamente Pirandelliano dove troviamo: un libro nel libro,un viaggio alla ricerca di sè, un personaggio che comincia a non riconoscersi più nel suo soprannome e nell'immagine che gli altri e lui stesso hanno di lui (considerazioni che ricordano tantissimo il Moscarda di "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello).
    Alcune pagine sono talmente dense di contenuto che diventano faticose e vanno lette due volte per capire bene.
    Sicuramente Mercier non ha inventato nulla, riesce tuttavia ad esporre concetti e ad offrire spunti di riflessione validi, ammantandoli di una storia affascinante che alleggerisce la pesantezza che avrebbero tali concetti se fossero esposti sotto forma di saggio.
    Difetti: troppo, troppo lungo, troppo denso,in alcuni punti trovo esagerata la figura di Amadeu, sembra quasi un dio in terra nella memoria di coloro che lo raccontano.
    Da leggere con la mente fresca
    Copertina di La vita accanto

    Bello ma....
    Manca qualcosa a questo libro, qualcosa che decifro male...
    La storia é insolita e sembra quasi una novella per grandi, perché il modo di scrivere e certi modi di sentire sarebbero troppo complessi per un bambino.
    La Veladiano scrive molto bene, non é assolutamente fredda, eppure non mi ha coinvolta fino in fondo.
    In alcuni punti, soprattutto nel finale , la storia é poco credibile.
    Il romanzo si legge molto bene, scorre e non annoia...eppure c'é qualcosa che non mi convince pienamente.
    Forse giudico questo libro profondo ed introspettivo solo in apparenza, certi pensieri e sentimenti avrebbero potuto essere sviscerati meglio.
    Rimane tuttavia un buon libro.
    Copertina di Buio
    Crudele
    Senza orpelli, con una scrittura asciuttta ma non fredda, Dacia Maraini affronta storie di violenza su minori e non.
    Alcune descrizioni sono fatte come se l'autrice fosse proprio nei panni dei bambini, certi fatti vengono descritti come se il protagonista non si rendesse nemmeno conto effettivamente di ciò che gli sta accadendo.
    La Maraini non cerca di muovere a compassione o commozione con trucchetti stilistici, i racconti sono un cazzotto nello stomaco, soprattutto perchè le storie sono vere.
    Copertina di Come sono diventato stupido
    1 persone lo trovano di aiuto
    Quanto é difficile ridere...
    Molto spesso cio` che fa ridere gli altri non fa ridere me, 'come sono diventato stupido'mi aveva creato aspettative di divertimento che non ha soddisfatto, anche se qualche sorriso me l`ha strappato.
    Lo trovo un libro originale ed intelligente, Page ha un modo di scrivere colto e accattivante anche se nel finale deve aver sbattuto in qualche spigolo ....oppure lo ha fatto scrivere a qualcun altro? Una cosa é certa con le ultime pagine si é giocato le 4 stelle....
    Copertina di Le luci nelle case degli altri
    Discontinuo ma buono nel complesso
    Capita spesso che appena inizio a leggere un libro mi dico "oh, questo è da 5 stelle!" poi vado avanti e diventano 4...a volte 3 o 2...
    Sta diventando difficile trovare autori che mantangono alto il livello per tutta la durata del libro.
    La storia di Mandorla mi piace, è insolita (forse un po' poco realistica per certi versi), il modo di scrivere non è noioso e mi sembra che l'autrice si cali abbastanza bene nelle voci dei personaggi. A volte ci sono dei ragionamenti che mi sembrano troppo "alti" per una ragazzina, tuttavia lo stile talvolta un po'caotico (credo voluto) rende l'idea della confusione mentale che può esserci nell'adolescente che racconta.
    Sì,nell'insieme il libro mi piace, ma non è un capolavoro come mi aspettavo...ci sono frasi da 5 stelle, ma nel complesso arriva a malapena a 4 stelle.
    Copertina di L'incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata

    Assurdamente bello (4 STELLE nel complesso, 5 STELLE alla storia di Erendira)
    Le storie di Marquez sono sopra le righe. Assurde ma che sembrano vere, vere nell'essenza dei personaggi che comunque talvolta sembrano estranei a loro stessi. Come nelle favole , ma senza lieto fine , le storie si dipanano lontane dai perché e i percome della vita normale, fermarsi a cercare spiegazioni logiche é inutile, Marquez va gustato e basta.
    Copertina di Accabadora

    Come mi aspettavo...
    Dopo aver sentito parlare Michela Murgia in varie interviste non mi aspettavo niente di meno.
    Privo di sentimentalismi e di sdolcinatezze in certi momenti si rivela dolce e delicato. Privo di efferatezza si rivela duro e crudo. Amo chi mi fa affrontare argomenti di un certo tipo senza volermi far piangere per forza, e la commozione può essere anche senza lacrime di fronte ad una storia come questa.
    Copertina di Il tempo invecchia in fretta
    Emozioni allo stato puro
    Nei racconti di Tabucchi la bellezza si concentra in poche pagine creando un vortice di emozioni che rimangono addosso. Il bello e' che l'autore pare non cercare di suscitare in chi lo legge qualcosa, sembra che scriva per se stesso e questo distacco si rivela paradossalmente coinvolgente.
    Copertina di Lezioni di respiro
    Cinematografico (3,6 stelle)
    Questo libro è davvero cinematografico, sembra di leggere una sceneggiatura per un film di quelli dove si ride e si riflette e forse di versa una lacrimuccia.
    Scritto bene anche se forse un pochino lungo (ma a 40 anni ho scoperto che amo i libri corti!), quando lo prendo in mano per leggerlo sbuffo e penso che sono solo a metà, poi quando mi ci immergo mi ci affeziono ed entro dentro i dialoghi e le vicende dei protagonisti.
    Le persone di cui si parla sono vere, simpatiche, potrebbe parlare di noi o dei nostri amici, delle piccole e grandi cose che pensiamo o che ci succedono ogni giorno.
    Copertina di La lince
    Stupita
    Quando mi sono apprestata a leggere questo breve racconto non pensavo che fosse così bello.
    Mentre leggevo provavo sensazioni che mi riportavano un po' alle atmosfere di Ammanniti (ti prendo e ti porto via) anche se il modo di scrivere della Avallone mi ha affascinato di più e forse "cazzottato" meno lo stomaco. Non racconta una bella storia tuttavia la resa dei personaggi ed alcune frasi letteralmente da sottolineare e rileggere mi hanno affascinata.

    Copertina di Com'è piccolo il mondo!

    Una bella storia originale (4,5 stelle)
    Non avrei mai immaginato di appassionarmi ad una storia il cui protagonista è un sessantacinquenne malato di Alzheimer...Non so dire cosa abbia trovato di speciale in questo libro, il modo di scrivere è scorrevole ma senza particolarità stilistiche evidenti. La storia per la gran parte del libro scorre calma senza accadimenti sorprendenti, eppure si è fatta leggere in modo piacevolissimo e mi ha invogliata per due o tre sere a coricarmi presto per poter andare avanti nella lettura. Nella parte finale c'è un evolversi degli eventi più rapido rispetto al resto dello svolgimento del libro, a tratti quasi affrettato direi, che a parer mio un po' stride, lo avrei preferito allo stesso passo del resto della narrazione.
    Copertina di L'autunno della signora Waal
    Piacevole e un po' malinconico
    La storia scorre tra i ricordi ed i pensieri della signora Waal e gli stralci di chiacchiere tra le sue giovani amiche. Il libro sarebbe molto malinconico se non fosse proprio per le conversazioni di un bel gruppetto di donne, incentrate soprattutto sul sesso e storie extragoniugali, contrapposte nettamente ala signora Waal che pare aver cercato solo pace e tranquillità per tutta la vita. Certo, leggendo questo libro, viene da pensare che l'autore abbia una visione assai monocroma delle donne sulla trentina, tutte alla ricerca di emozioni attraverso storie estreme o tradimenti verso i mariti...il che mi pare un po' eccessivo, a meno che non si siano concentrate tutte nel paesino in cui si svolge la storia!
    Come libro lo ripeto è gradevole, forse per la leggerezza con cui tocca gli argomenti senza scavare troppo profondamente, ma questo pregio può risultare anche un difetto, forse perchè certi argomenti avrebbero avuto un maggior respiro se vi si fosse addentrato di più.
    Quanto alla signora Waal non la capisco molto, personalmente, in base alle descrizioni fatte nel libro del posto in cui vive, non credo avrei sentito la necessità di allontanarmene.
    Copertina di Il dolore perfetto
    Copertina di La testa perduta di Damasceno Monteiro
    Sono obiettiva?
    Forse non sono obiettiva quando si parla di Tabucchi ma questo libro mi è piaciuto...diciamo un 3 stelle virgola 8 va...
    In parte ricorda Sostiene Pereira ma non lo eguaglia per perfezione di storia e di forma, a parer mio. Le cose in comune con l'altra storia scritta anni prima sono: l'ambientazione in Portogallo ( e qui mi colpisce al cuore perchè è una terra che amo), i soprusi e le torture ad opera del potere su poveri cristi, l'importanza e la verità del giornalismo.
    La figura del giornalista Firmino non è nemmeno l'ombra del Dottor Pereira, la figura dell'avvocato donchisciottesco ma consapevole è particolare ma non mi ha coinvolta più di tanto nelle sue elucubrazioni. Tuttavia il libro fila e scorre bene e anche se con il precedente suo fratello sfigura rimane comunque una lettura di tutto rispetto. 

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