venerdì 6 gennaio 2012

Saldi

di elle

Per oggi avevo preparato un altro post, ma l’occasione era troppo ghiotta.
Da giorni qualsiasi giornale ce lo ripete, forse vogliono convincerci a far girare l’economia, e anche qui in provincia di Alessandria ieri sono partiti i saldi, nei negozi ma anche all’outlet McArthur Glen di Serravalle Scrivia. Da un articolo apparso su un sito di cronaca locale:

“… I saldi ieri sono iniziati con le consuete code in autostrada e oltre mezz’ora di attesa al casello di Serravalle, sulla A7, oltre alle altre code, quelle davanti ai negozi. La scorsa notte un’ottantina di camper era appostata all’ingresso dell’Outlet, in attesa della fatidica apertura delle 10.”

L’articolo sostiene che il grosso dell’affluenza fosse dovuta a stranieri, e non fatico a credere che ce ne fossero. Io e Marco siamo frequentatori semi-assidui di Serravalle, negli anni passati siamo stati spesso da quelle parti, tornando a casa carichi di sacchetti: “non mi serve ma è un affare”, in una parola.

Altro articolo: “È caos sulla A7, la Milano-Genova per l’inizio dei saldi, tanto che la società che gestisce l’autostrada è stata costretta addirittura a chiudere il tratto tra l’interconnessione con la A26 e Serravalle Scrivia. Le code sono lunghissime per chi vuole raggiungere l’Outlet. C’è gente che era arrivata già nel cuore della notte. Sono stati avvistati anche un centinaio di camper, di gente che ha dormito lì nelle vicinanze per essere pronta all’apertura dei negozi. Code impressionanti davanti ai negozi delle grandi firme.”

Vi posso dire due cose: la prima, che a Serravalle non vendono beni di prima necessità. La stragrande maggioranza dei negozi è di abbigliamento (molto) griffato. Il fatto che famiglie intere possano trascorrere la notte in un parcheggio per essere in pole all’apertura mi lascia basita: significa che i membri adulti della famiglia si sono presi almeno 1/2 giorni di ferie, che sono stati spesi soldi per pasti e benzina… e naturalmente per gli acquisti.
L’altra cosa è che ci saranno pure stati stranieri, ma scommetterei che il grosso (autostrada chiusa!) era costituito da italiani. Il paese reale. Quello che si lamenta di non arrivare a fine mese, ma vuole, fortissimamente vuole, l’abito griffato e la borsa firmata, ancora meglio se scontato, ovviamente (negli anni noi ci siamo formati la convinzione che, all’apertura dei saldi, a Serravalle la qualità del campionario cali verticalmente e spuntino le peggiori rimanenze… ma forse siamo noi). Sapete bene come la penso, meglio un capo bello e di qualità che tre poco validi (anche se, ne abbiamo già parlato, non è detto che “griffato” e “di qualità” si equivalgano). Ma penso anche che, quando a ogni piè sospinto ci riempiamo la bocca di paroloni come crisi e difficoltà e recessione e soglie di povertà, e poi ci appostiamo la sera prima di fronte all’ingresso di un outlet per essere i primi ad aggiudicarci una camicia di D&G, beh… allora c’è qualcosa che decisamente non torna.

Aspetto di sentire le vostre opinioni, anche sui saldi in generale. Avete intenzione di acquistare qualcosa o li fuggite come la peste?

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