giovedì 26 gennaio 2012

Robot ombrellaro (O: come ti fotto l’immigrato che vende ombrelli)

di Massimiliano Di Giorgio

Prima c’era il proletariato indigeno. Poi, col tempo il proletariato local si è ristretto ed è stato in parte rimpiazzato da quello d’importazione, che si è specializzato anche nel terziario arretrato, tipo la vendita di quotidiani ai semafori o di ombrelli a buon mercato per strada quando piove o sta per.
Ora però, dalla Francia – arriva l’arma fine-di-mondo per eliminare la manodopera ombrellara. La società Photomaton ha infatti lanciato da qualche mese, nelle stazioni ferroviarie delle città considerate più piovose, dei distributori di ombrelli a basso prezzo, in media 4 euro.
I leghisti esulteranno. I sindacalisti magari un po’ meno, perché questa storia del robot ombrellaro assomiglia a un incubo luddista, con le macchine che continuano a scacciare i lavoratori in carne e ossa…


Filed under: pop e basta, poplitics Tagged: Francia, immigrati, Italia, ombrelli, terziario arretrato

Vai al blog di Massimiliano Di Giorgio

Commenta