Le mie recensioni ai libri letti a Febbraio
di Monica Spicciani



Tremendo... (3,5 stelle) - A volte penso che riesca ad essere più tragica una commedia di un dramma. Una di quelle volte si riferisce proprio a questo libro. L’autore ci offre con un distacco tragicomico un affresco di situazioni e vite superficiali, incentrate sull’apparenza, dove la scempiaggine e la solitudine portano alle estreme conseguenze. Non è un genere che amo, ma apprezzo la capacità dell’autore nell’inventare una storia del genere e di raccontarla con leggerezza e cinismo.
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Giovani talentuosi - Una raccolta di scrittori under 20 nel complesso molto promettenti, sia per la qualità grammaticale che per l’approccio al racconto. La media matematica sarebbe 3 stelle ma alcuni di questi racconti sono davvero belli e maturi, soprattutto se pensiamo che sono scritti da autori così giovani. Sono davvero felice che uno dei miei dipinti sia stato scelto come copertina di questo libro meritevole.
Di seguito un’opinione alle singole storie.
MONADI:Pretenzioso nello stile, volutamente ermetico.**INETTITUDINE: Estroso, con uno stile molto personale e accattivante.****IL GOMITOLO ROSSO: Semplice, ingenuo ma piacevole ed efficace.***MUSICA: Poetico e fantasioso, un po' accademico.**LA MUSICA DI UN AMORE:Originale la storia e molto bello il modo di scrivere, nel finale un pochino più banale.****FOGLIE D'AUTUNNO:Storia commovente anche se un po' scontata, bello il sentimento espresso.***LA CANZONE DELLA MADRE:Le storie stile Signore degli anelli mi sembrano tutte uguali e non mi piace proprio il genere...*RUSSIAN HOTEL: Il concetto di redenzione è buono anche se una storia già sentita, il modo di scrivere mi convince il giusto... **PHILOSOPHIA: L’idea è simpatica ma lo svolgimento fa acqua da tutte le parti. *SOLO UN RAGAZZO: Non ho trovato talento letterario in questa storia, solo un racconto scritto mediamente bene su un argomento molto comune per gli adolescenti. **BLU: Mah... Senza commento *LETTERE D'AMORE: Carina l’idea del racconto epistolare, una storia piacevole nel complesso anche se con qualche ingenuità. ***SOFFI DI VOCE: Bello, originale, scritto bene. ****RUGGINE E MALINCONIA: Molto bello, una scrittura limpida, semplice senza essere ordinaria, un’analisi profonda di un rapporto padre figlia. *****TRA TUTTI LEI: Pulito nello stile, una storia insolita che cattura l’attenzione, poetico e drammatico, ben scritto. *****LEGAMI DI LUCE: Ermetico...non mi ha coinvolta *I NOSTRI SGUARDI SI INCROCIANO: Scrittura stile “collezione harmony”, una storia liquidata sbrigativamente, che meritava migliori riflessioni seppur in poche pagine. *ATTRAVERSO I SUOI OCCHI: Bello e scritto bene, con semplicità e proprietà di linguaggio, unico difetto la storia in parte poco chiara...chi è l’io narrante? Ma questa domanda non pregiudica la bellezza del racconto. ****




- In questo racconto Veronesi sembra meno impegnato a fare lo scrittore e preso soprattutto dai sentimenti e le emozioni. Non ho trovato la ricerca stilistica de "Gli sfiorati", come se le cose raccontate fossero talmente viscerali che l'autore non ha saputo o voluto occuparsi troppo della parte estetica ma solo di quella emozionale.
La profezia che lui fa a se stesso ha un incedere lento ma inesorabile, senza pause per riprendere fiato ma allo stesso tempo non serrato. Una corsa a rallentatore verso il baratro che contiene tutte le tappe obbligate della malattia.
Chi ha conosciuto da vicino il cancro sa. Rivive l'angoscia, si ritrova nelle previsioni terribili che l'autore fa a se stesso.
Non c'è poesia nella malattia e lo stile asciutto adottato in questo racconto lo fa percepire molto bene. Lo sfinimento di quel tira e molla che sappiamo benissimo portare solo alla morte, che rende insopportabili le persone care trasformate dal dolore, la cui unica volontà e quella di smettere di sentire male.
Questa storia mi ha toccata nel profondo, al di là dello scritto bene o male. Mi ha riportato lì, nello stesso ospedale di Pescia nel reparto oncologico, con il nome del medico conosciuto perchè collega di quello che aveva in cura mio padre. Mi ha riportato lì dove conosco le infermiere (anime speciali, e non è un semplice modo di dire, lo sono davvero)e dove ho avuto la gioia di incontrare persone che hanno lottato fino in fondo senza farcela.
Decisamente non posso essere fredda e obiettiva con questo racconto/sfogo...
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...evitabile? - Prima volta che leggo Nesi, non mi ha fatta impazzire anche se non posso dire che sia un brutto racconto...magari l'ho trovato un po' noioso. Tutta la parte calcistica per me è stata soporifera, quella delle riflessioni della madre che aspetta in auto aveva dei buoni spunti ma mi è parsa poco incisiva. Mi aspettavo di più...
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Salvo solo il gatto senza nome - Devo smettere di comprare libri che parlano di animali.
Quando acquisto direttamente un libro, invece di prenderlo tramite gli scambi, penso sempre che sia fantastico e che lo terrò sicuramente...quasi mai è così, e finisce che l’agognato acquisto, gustato prima con la ricerca in libreria e poi con la pesantezza nello zaino mentre me lo riporto a casa, finisce inevitabilmente per andare a rimpolpare gli “scambiabili”. La tentazione di tenerli tutti è forte ma il posto in casa è poco, così li riuso come merce di scambio.
Tutto questo per dire che mi dispiacerà immensamente rimettere questo libro di nuovo in circolazione, soprattutto perchè un gatto è il protagonista, ma non è stato all’altezza delle aspettative...o meglio, io non sono stata all’altezza di questo libro: sono troppo ignorante in cultura giapponese per poterlo apprezzare appieno e senza sforzo.
La narrazione è moderna (non so quanto abbia influito una fedeltà nella traduzione in questo però) e non pare affatto un testo dei primi del 900, pur avendo delle lungaggini e dei ritmi lenti difficili da trovare nella letteratura attuale.
Proprio perchè scelto direttamente dallo scaffale mi dispiaceva abbandonarlo così, nonostante la "fatichevolezza", ho continuato a leggere saltando le parti che mi risultavano più noiose ed ostiche (e son parecchie ahimé!) constatando che alla fine, tutti i passaggi pesanti erano quelle in cui il gatto riportava discorsi e azioni dei protagonisti umani (non proprio modelli di simpatia), mentre i suoi pensieri filosofici erano le uniche considerazioni interessanti di questo libro.
Non parliamo del finale che mi ha decisamente irritata... Il signor Natsume Sōseki non me lo doveva fare!
Citazione:Normale ha spesso la valenza di buono, ma quando la normalità è eccessiva diventa ordinarietà, squallida condizione vicina alla volgarità.
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Un testo vero, senza fronzoli, senza falso buonismo che mette a nudo forze e debolezze nell’affrontare la vita, autentico nei sentimenti descritti.
Apparentemente non sembra esserci una ricerca stilistica letteraria, il libro mi ha appassionata più per i contenuti che per come è scritto...anche se, evidentemente, deve essere scritto e tradotto molto bene dato che la sua scorrevolezza lo fa leggere d’un fiato nonostante l’argomento trattato.
Come quando ho letto la Mazzantini mi ritrovo in vari momenti della giornata a pensare a Janna e a Maudie, mi sono entrate nella vita, forse perchè mi ritrovo in entrambe. In Janna mi specchio nel suo essere moglie-bambina che impara a prendersi cura degli altri a quasi cinquant’anni, in Maudie perchè rappresenta tutto ciò che mi spaventa della vecchiaia e perchè ho il terrore/certezza di finire come lei.
Bellissima la descrizione della giornata di Maudie (a pagina 116 nella versione del libro che ho io) ti fa entrare nella testa di un vecchio per cui ogni cosa diventa una fatica, una montagna da scalare, ti fa avvertire il senso di abbandono verso se stessi che arriva con il calare delle forze...è la descrizione di una vecchiaia qualsiasi, tutti, arrivati al punto della consunzione fisica, se non si muore prima, diventiamo uguali, e chi ha avuto a che fare con le persone anziane lo sa.
Bellissimo il modo in cui Janna si avvicina a Maudie, di come si sente prigioniera di un dovere imposto da sé medesima ma allo stesso tempo comincia a volerle bene sul serio, la ama nel modo più bello che ci possa essere: accettandola. Cerca di tamponare i bisogni di Maudie senza costringerla o volerla forzare al cambiamento, la rispetta nella sua sporcizia pur cercando di pulire, la rispetta nel mantenerla nella sua casa fatiscente...che sembra un controsenso ma non lo è.
Un libro veramente bello che tutti dovrebbero leggere per meditare sui rapporti umani e sulla vecchiaia.
Citazione:
Maudie era gelata, era malata, era debole - ma sentivo qualcosa pulsare dentro di lei:la vita.
Com’è tenace, la vita. Non ci avevo mai pensato prima, non l’avevo mai recepita in quel modo, non come in quel momento, mentre lavavo Maudie Fowler, una vecchietta arrabbiata e indomita. E lo era davvero arrabbiata. All’improvviso ho capito che tutta la sua vitalità risiede in quella rabbia. Non devo, non devo assolutamente risentirmene, non devo reagire violentemente.