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		<title>SCUOLA SENZA STRESS CON LA MEDITAZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 16:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Grenci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esperienza dello stato di riposata vigilanza prodotto dalla Meditazione Trascendentale è essenziale per sviluppare il potenziale mentale e un funzionamento cerebrale più ordinato e completo. Questa ipotesi è confermata da studi indipendenti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[L&#8217;esperienza dello stato di riposata vigilanza prodotto dalla Meditazione Trascendentale è essenziale per sviluppare il potenziale mentale e un funzionamento cerebrale più ordinato e completo. Questa ipotesi è confermata da studi indipendenti di carattere diverso, che mostrano come la pratica &#8230; <a class="more-link" href="http://www.rossellagrenci.com/2012/05/scuola-senza-stress-con-la-meditazione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></content:encoded>
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		<title>Mi fa uno S-macchiato per favore?</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Spicciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'altro giorno sono andata in centro con mia madre a fare una passeggiata, il bar dove solitamente mi piace prendere il caffè era chiuso per turno, per cui siamo entrate in un locale "storico" della piazza principale. Abbiamo chiesto due caffè di cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-iJnYQpfOiX0/T7e9G5wpGDI/AAAAAAAAFy0/netQxWw-S5g/s1600/Foto+del+19-05-12+alle+17.32.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-iJnYQpfOiX0/T7e9G5wpGDI/AAAAAAAAFy0/netQxWw-S5g/s200/Foto+del+19-05-12+alle+17.32.jpg" width="195" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">L'altro giorno sono andata in centro con mia madre a fare una passeggiata, il bar dove solitamente mi piace prendere il caffè era chiuso per turno, per cui siamo entrate in un locale "storico" della piazza principale. Abbiamo chiesto due caffè di cui uno macchiato. Il cameriere per errore ce li ha macchiati entrambi... al che io gli ho fatto gentilmente notare che&nbsp; lo volevo normale e lui cosa ha fatto? Ha preso la mia tazzina, l'ha portata sopra l'acquaio e </span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"> sotto il mio sguardo basito </span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">con un cucchiano ha tolto la schiuma, poi come se nulla fosse me l'ha riappoggiata sul piattino e ha detto "ce n'avevo messo poco di latte, l'ho tolto quasi tutto"</span></div><div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;">Nel vedermi ammutolitae incredula mi ha chiesto "Glielo rifaccio?" Io sempre sbigottita ho risposto soltanto con un'espressione degli occhi abbastanza eloquente che tradotta in parole avrebbe detto "si voglio che tu me lo rifaccia, razza di cretino, per quello che ne sai potrei anche essere allergica al latte e potrei morire di shock anafilattico! "</div><div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;">Ma dico io, con tutta la gente che cerca lavoro, con tutti ragazzi diplomati all'alberghiera di Montecatini (che è un'eccellenza scolastica italiana), devono tenere al pubblico un elemento del genere? Nemmeno in una bettola delle più rozze ti darebbero un caffè S-MACCHIATO...che poi questo sia accaduto in un famoso bar del centro lo trovo davvero surreale!</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7370537303202863914-6034249554265253757?l=monicaspicciani.blogspot.com' alt='' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mei tai Cuore di mamma</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 18:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mamma canguro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una &#34;nuova linea&#34; di mei tai.
L'idea mi è venuta grazie allo spunto offertomi da una mamma che mi chiedeva di applicare un cuore sul mei tai....e cosi eccolo









Credo che &#34;Cuore di mamma&#34; calzi a pennello rispetto all'utilizzo del mei tai e più in generale alla pratica del portare: i bambini appoggiano la loro testolina sul cuore della mamma, sono nel cuore della loro mamma e quel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ecco una "nuova linea" di mei tai.
L'idea mi è venuta grazie allo spunto offertomi da una mamma che mi chiedeva di applicare un cuore sul mei tai....e cosi eccolo









Credo che "Cuore di mamma" calzi a pennello rispetto all'utilizzo del mei tai e più in generale alla pratica del portare: i bambini appoggiano la loro testolina sul cuore della mamma, sono nel cuore della loro mamma e quel ]]></content:encoded>
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		<title>IL DISLESSICO SAM WINSTON: ARTE DI PAROLE IN IMMAGINI E FORME</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rossella Grenci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla scoperta di un altro dislessico talentuoso e molto originale: l&#8217;artista inglese Sam Winston. Vedendo le sue creazioni si capisce subito che siamo di fronte ad un altro artista visivo che ha tratto diretta ispirazione dal suo modo differente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Alla scoperta di un altro dislessico talentuoso e molto originale: l&#8217;artista inglese Sam Winston. Vedendo le sue creazioni si capisce subito che siamo di fronte ad un altro artista visivo che ha tratto diretta ispirazione dal suo modo differente di vedere &#8230; <a class="more-link" href="http://www.rossellagrenci.com/2012/05/il-dislessico-sam-winston-arte-di-parole-in-immagini-e-forme/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></content:encoded>
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		<title>Piccolo dizionario minimalista: Decluttering</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui il primo post della serie, dedicato al downshifting. Decluttering: letteralmente, &#8220;rimuovere il clutter&#8220;, ovvero il caos, il disordine e il superfluo. Nasce in riferimento agli oggetti, in particolare in ambiente domestico, ma esiste anche il decluttering mentale e quello dei rapporti. Del resto, cosa c&#8217;è di più superfluo e dannoso di un&#8217;emozione negativa, o della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.minimoblog.it/wp-content/uploads/2012/05/shangai.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6622" title="shangai" src="http://www.minimoblog.it/wp-content/uploads/2012/05/shangai.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong><em>Qui il primo post della serie, dedicato al <a title="Piccolo dizionario minimalista: Downshifting" href="http://www.minimoblog.it/2012/05/08/pdm-downshifting/">downshifting</a></em>.</p>
<p><strong><a href="http://www.minimoblog.it/category/decluttering/" >Decluttering</a>: </strong>letteralmente, &#8220;<em>rimuovere il clutter</em>&#8220;, ovvero il caos, il disordine e il superfluo. Nasce in riferimento agli oggetti, in particolare in ambiente domestico, ma esiste anche il decluttering mentale e quello dei rapporti. Del resto, cosa c&#8217;è di più superfluo e dannoso di un&#8217;emozione negativa, o della relazione con una persona che ci succhia tempo ed energie, anziché trasmetterci positività?<span id="more-6479"></span></p>
<p>Fare decluttering significa <strong>fare ordine</strong>, ma soprattutto individuare <strong>il superfluo</strong> e liberarsene: creare spazio, nella nostra casa e nella nostra vita, per concentrarci su quello che è veramente importante, per apprezzarlo meglio e, in definitiva, per essere più sereni.<br />
Spesso in Italia viene confuso con il <a href="http://www.minimoblog.it/tag/downshifting" >downshifting</a>, ma in realtà si tratta di due cose ben diverse: il decluttering normalmente è parte integrante di un percorso di semplificazione, ma può benissimo avvenire anche da solo e senza altra pretesa che quella di fare ordine e spazio in casa, come testimonia il fatto che moltissimi siti, americani e non, parlano di questo argomento semplicemente in termini di organizzazione domestica: vedere ad esempio <a href="http://unclutterer.com/" >Unclutterer</a> e soprattutto <a href="http://flylady.net/" >FlyLady</a>. In America esistono da tempo i cosiddetti <em>professional organizer</em>, veri e propri consulenti di decluttering che, nei casi più gravi, lavorano in tandem con uno psicologo o psichiatra specializzato in disturbi ossessivo-compulsivi.</p>
<p>Concretamente, cosa significa fare decluttering? Significa riorganizzare un ambiente, una scrivania, un cassetto o un&#8217;intera casa, non limitandosi a fare ordine, ma ponendo l&#8217;accento sul <em>superfluo</em>. Pensate al classico cambio degli armadi stagionale: anziché limitarci a scambiare indumenti invernali con estivi, o viceversa, andremo a eliminare tutto quello che non mettiamo più, perché non ci sta bene, è diventato troppo piccolo o troppo grande etc.<br />
Quello dell&#8217;armadio è un buon esempio perché è facile che attribuiamo ai capi di abbigliamento un valore che va ben oltre quello monetario. Come e più di tanti altri oggetti, diventano una proiezione di noi, o meglio della persona che vorremmo essere e che non siamo, o non siamo più. La persona più giovane, che può permettersi di portare quel colore un po&#8217; più vivace, o la persona più magra che entra in quei jeans di due taglie in meno. Lasciar andare quel colore o quei jeans significa accettare che siamo cambiati (invecchiati, ingrassati&#8230;), in un modo che non possiamo cambiare (anni che passano), o che possiamo cambiare solo con impegno e sacrificio (kg in più).  Così, quella che apparentemente è una banale e noiosa operazione di economica domestica diventa una vera e propria prova, una gara a ostacoli psicologica che può rivelarsi molto impegnativa. Per alcuni diventa impossibile: l&#8217;incapacità a liberarsi delle cose assume la forma di disturbo ossessivo-compulsivo, l&#8217;hoarding o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disposofobia" >disposofobia</a> (ne ho parlato <a title="Hoarder: morire di accumulo" href="http://www.minimoblog.it/2010/11/19/hoarders/">qui</a>).</p>
<p>Lo stesso processo mentale vale per qualsiasi oggetto, compresi quelli privi di utilità pratica ma che hanno un <strong>valore affettivo</strong>. In quest&#8217;ultimo caso il problema non è sempre o solo che l&#8217;oggetto si identifica con una versione di noi stessi che fatichiamo a lasciar andare; può anche darsi che sia legato a un&#8217;altra persona, qualcuno con cui non siamo più in contatto o che magari è venuto a mancare. Liberarci di quell&#8217;oggetto ci sembra un tradimento, equivale a spezzare l&#8217;ultimo legame che abbiamo con qualcuno che non c&#8217;è più. Ovviamente non è così: ma non è facile essere sufficientemente lucidi da rendersi conto che a contare sono i ricordi, e quelli non possiamo perderli, non certo gli oggetti, anche se le due cose sembrano legate a doppio filo.</p>
<p>Un&#8217;altra categoria di oggetti dai quali fatichiamo a separarci sono quelli ai quali, consapevolmente o meno, abbiamo affidato il compito di mostrare <strong>agli altri </strong>una certa immagine di noi: <em>status symbol</em>, insomma, grandi e piccoli. Facendo attenzione al fatto che per status non si intende necessariamente agiatezza economica o prestigio sociale, ma qualsiasi &#8220;idea di noi&#8221; che vogliamo o ci sentiamo in dovere di proiettare: la tonnellata di libri che non avremo mai tempo di leggere perché siamo &#8220;intellettuali&#8221; e informati; il super-computer o il super-telefono anche se la tecnologia in realtà non ci interessa e li usiamo solo per collegarci a Facebook; la macchina fotografica digitale perché &#8220;ce l&#8217;hanno tutti&#8221;, anche se la fotografia non ci ha mai interessato davvero; mille piccoli elettrodomestici da cucina perché ci piace far pensare che amiamo cucinare anche se in realtà non è proprio la verità&#8230; e così via.<br />
Quando, per qualsiasi motivo, ci apprestiamo a fare decluttering di questi oggetti il primo pensiero, anche se non ci piace ammetterlo, è &#8220;Cosa penserà la gente&#8221;. Una considerazione che può essere più forte di tutte le altre, comprese (spesso) quelle economiche. Del resto, in genere è proprio per comprare questo tipo di oggetti che ci si indebita&#8230;</p>
<p>Diciamo comunque che la casa scoppia e che questa volta siamo davvero motivati. Come procedere? Sulla base della mia esperienza mi sento di darvi pochi consigli di base, che ho ripetuto spesso ma che riassumo qui per comodità:</p>
<p>a) andiamo per gradi: non è realistico pretendere di aggredire in un fine settimana un volume di oggetti che magari si è accumulato in qualche anno;</p>
<p>b) organizziamoci fin da subito anche per quanto riguarda il dopo, ovvero lo smaltimento di tutto quello che non finirà direttamente nel cassonetto. Io l&#8217;ho chiamato <a href="http://www.minimoblog.it/tag/post-decluttering" >post-decluttering</a> e penso sia fondamentale per evitare di ritrovarsi con pile di scatoloni o di borse piene di &#8220;superfluo&#8221; accumulate in un angolo. Se non ce ne liberiamo subito, ci sembrerà di non aver ottenuto risultati concreti e rischieremo di perdere la motivazione;</p>
<p>c) cerchiamo di essere obiettivi nel valutare valore e utilità dei nostri oggetti, per evitare perdite di tempo e delusioni. Il cassonetto ovviamente è l&#8217;ultima spiaggia, vendere l&#8217;usato su eBay o negli appositi negozi è un&#8217;ottima cosa, anche redditizia, ma mettiamoci sempre nei panni di un potenziale acquirente. A volte il gioco non vale la candela: l&#8217;alternativa, per gli oggetti in buono stato ma che non hanno mercato, è naturalmente la donazione;</p>
<p>d) decidiamo rapidamente tra butto-tengo-dono-vendo, d&#8217;istinto e senza soffermarci troppo. Se non usiamo un oggetto da sei mesi o più, o ci eravamo dimenticati di averlo (!), è decisamente superfluo, indipendentemente dal fatto che sia nuovo e da quanto l&#8217;abbiamo pagato. Accettiamo il fatto di aver fatto un errore, (capita), accettiamo soprattutto il fatto che non è &#8220;uno spreco&#8221; liberarsene, perché lo spreco c&#8217;è già stato&#8230; e voltiamo pagina.</p>
<p>Letture consigliate sul decluttering (purtroppo le fonti sono ancora soprattutto in inglese):</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/B006431ADS/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B006431ADS">Simplify: 7 Guiding Principles to Help Anyone Declutter Their Home and Life</a><br />
Molto concreto: niente derive filosofiche ma tanti suggerimenti utili. La versione per Kindle, pubblicata nel novembre 2011, è diventata rapidamente un best seller</p>
<p><a href="https://www.e-junkie.com/ecom/gb.php?ii=867028&amp;c=ib&amp;aff=143063&amp;cl=94675" >30 Days Clutter Bootcamp</a> di Tanja Hoagland<br />
<a title="Rece: “30 Days Clutter Bootcamp” di Tanja Hoagland" href="http://www.minimoblog.it/2011/04/22/rece-30-days-clutter-bootcamp/" >Qui</a> la mia recensione</p>
<p>Dall’autore del blog <a href="http://www.minimalistathome.com/family-sized-minimalism/" >Minimalist at Home</a>:<br />
<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0063J60OM/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0063J60OM">Family Sized Minimalism</a><br />
<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0061FON60/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0061FON60">A Minimalist Family Christmas<br />
</a>Interessante applicazione del minimalismo alla dimensione famigliare</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/B004DUMW5O/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B004DUMW5O">Clutter Rehab: 101 Tips and Tricks to Become an Organization Junkie and Love It!<br />
</a>Approccio ultra-pratico alla riorganizzazione della casa, attraverso 101 “mini-azioni” mirate ai diversi ambienti</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8848126618/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8848126618">La sfida delle 100 cose. Come mi sono liberato di quasi tutto, ho ricostruito la mia vita e mi sono riappropriato della mia anima</a> di Dave Bruno<br />
Traduzione italiana del celeberrimo libro di Dave Bruno, nato dalla sua esperienza di decluttering “estremo”. In italiano è disponibile solo la versione cartacea… per chi legge anche in inglese, <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B003ZSHULG/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=minimo-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B003ZSHULG">qui</a> l’ebook.</p>
<p>Vi segnalo infine non un libro ma un sito dedicato a un argomento molto &#8220;sensibile&#8221;, la semplificazione&#8230; del guardaroba: <a href="http://theproject333.com/" >Project 333</a>, dove 333 sta per 33 capi (accessori inclusi) per 3 mesi.</p>
<p>Se avete qualcosa da aggiungere su cos&#8217;è per voi il decluttering, su qualche lettura interessante sul tema o sulla vostra particolare esperienza, non esitate a farlo nei commenti. Buon weekend!</p>
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		<title>Zigulì in Sei Viaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:01:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[QUANDO LA DIVERSITA’ ENTRA IN FAMIGLIA (ANCORA)   Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile mi ha tenuto compagnia negli ultimi tre giorni: due ore scarse suddivise in sei tempi (quelli di sei viaggi in metropolitana) per leggere un totale di 186 pagine, &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/05/18/ziguli-in-sei-viaggi/">Leggi l'articolo completo <span>&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#38;blog=31219774&#38;post=2276&#38;subd=towritedown&#38;ref=&#38;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h3><strong>QUANDO LA DIVERSITA’ ENTRA IN FAMIGLIA (ANCORA)</strong></h3>
<p><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2012/05/immagine-258.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2279" title="Zigulì di Massimiliano Verga" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2012/05/immagine-258.jpg?w=1024&h=682" alt="" width="1024" height="682" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em> </p>
<p style="text-align:justify;"><em>Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile </em>mi ha tenuto compagnia negli ultimi tre giorni: due ore scarse suddivise in sei tempi (quelli di sei viaggi in metropolitana) per leggere un totale di 186 pagine, dediche, ringraziamenti e risvolti compresi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma sei viaggi e centottantasei pagine non sono di certo bastati per farmi capire come si sente Massimiliano Verga, il suo autore, padre di Moreno, proprietario della Zigulì del titolo.<span id="more-2276"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="color:#000080;"><strong>Il cervello di Moreno è grande come una Zigulì. Quando ero bambino, mi piacevano molto quelle caramelle. Si diceva che fossero caramelle «sane». Ancora oggi le vendono in farmacia e nei supermercati, perché si vede che le mamme continuano a essere contente di fare del bene ai loro figli.</strong></span></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em></em><span style="color:#000080;"><strong><em>Il cervello di Moreno mi piace un po’ meno. A volte penso che sarebbe bello poterlo mangiare, proprio come una caramella. Ma se potessi farlo, non vorrei sentirne il gusto. Lo manderei giù come una pastiglia per il mal di testa, con un po’ d’acqua. Così sparirebbe del tutto e non ci penserei più. Ecco perché parlerò poco di Jacopo e Cosimo, i fratelli di Moreno. Soltanto lui ha una Zigulì nella testa. Gli altri due hanno un cervello più grande, anche se fanno di tutto per non farlo notare.</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><strong><em>Il succo di quanto dirò è che sono, forse, un buon padre nelle intenzioni, ma non ancora per i miei bambini. Certamente non sono un buon papà per Moreno, anche se in giro c’è di peggio.</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><strong><em>Se Moreno potesse leggere o capire quello che ho scritto, avrebbe tutto il diritto di incazzarsi con me. Ma, per mia fortuna, non può leggere, perché è cieco. E neppure capire, perché la Zigulì che ha sotto i capelli gli consente di riconoscere soltanto le tre parole che servono per sopravvivere: pappa, acqua, nanna. Meglio se ripetute più volte.</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><strong><em>Insomma, uno dei vantaggi di avere un figlio handicappato è che puoi permetterti di essere un idiota e di trattarlo anche male. E io mi concedo spesso questo vizio.</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Questo è l&#8217;incipit di <em>Zigulì </em>che raccoglie, in ordine sparso, i pensieri (o epitaffi, come l&#8217;autore li chiama) di Massimiliano che di figli ne ha tre, Jacopo e Cosimo, bimbi normali, e Moreno, bimbo handicappato: la storia di un quotidiano difficile, faticoso, rabbioso, raccontato con poche reticenze e <em>con parole che di solito non si dicono</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Massimiliano, sociologo milanese docente all&#8217;Università Statale Bicocca, non usa mezzi termini: descrive nei particolari le situazioni in cui si trova ogni giorno con un bambino di otto anni che ha una Zigulì al posto del cervello, dalle difficoltà domestiche a quelle create da una grande città, indifferente e molte volte imbarazzata.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma soprattutto descrive i suoi sentimenti di padre eternamente incazzato, che si salva dalla rabbia e dalla disperazione con l&#8217;ironia, la musica e l&#8217;Inter.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando a inizio anno questo libro ha cominciato a popolare gli spazi delle librerie e delle biblioteche ho ascoltato e letto diversi commenti stupiti, direi quasi scandalizzati dai toni forti usati per descrivere gli handicap di Moreno (che non si parli di disabilità, di diversità o utilizzando definizioni edulcorate che Massimiliano non le sopporta: e io con lui).</p>
<p style="text-align:justify;">Ho quindi aperto questo libro in ognuno dei miei sei viaggi metropolitani aspettandomi di tutto: e alla fine ho sorriso quando Massimiliano voleva farmi sorridere e mi sono incazzata (per usare un termine particolarmente caro all&#8217;autore) ogni volta che Massimiliano ha voluto passarmi la sua rabbia, quella gridata comunque forte e chiara, accompagnata dal senso di impotenza e dal dolore, elementi sotterranei a tutti gli episodi narrati.</p>
<p style="text-align:justify;">La verità è che la narrazione di Massimiliano non solo <em>ci inchioda alla nostra fortuna di persone sane, </em>ma ci trasmette soprattutto l&#8217;amore puro e incondizionato di un padre<em>: </em>un sentimento, quello dell&#8217;amore, che si ritrova un po&#8217; dappertutto, ma soprattutto in due bellissimi epitaffi, <em>Quella finestra</em> e <em>A Jacopo e Cosimo</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Lì, per nulla nascosta tra le righe, c&#8217;è la sintesi dei sentimenti di un padre. Vale la pena arrivarci, a tale sintesi.</p>
<p>Con questo post partecipo all’iniziativa il <a href="http://www.homemademamma.com/category/venerdi-del-libro/" >Venerdì del libro</a>, che vi invito a conoscere.</p>
<p>E un altro invito lo trovate <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/05/18/cento-volte-towritedown/" >in questo articolo</a>, il centesimo di questo mio spazio: vi aspetto!</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/towritedown.wordpress.com/2276/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/towritedown.wordpress.com/2276/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&%23038;post=2276&%23038;subd=towritedown&%23038;ref=&%23038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sorprese</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:22:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La prossima volta prima di gettare via un tubo di crema che spremi spremi e sembra vuoto fate così, potreste avere una bella sorpresa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://farm6.staticflickr.com/5272/7220091902_f88ebcbedf_m.jpg"  style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" title=""><img src="http://farm6.staticflickr.com/5272/7220091902_f88ebcbedf_b.jpg" id="blogsy-1337326584627.992" class="aligncenter" alt="" width="432" height="576"></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><p style="text-align: justify;">La prossima volta prima di gettare via un tubo di crema che spremi spremi e sembra vuoto fate così, potreste avere una bella sorpresa!</div></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7580237320309349200-2860936719467747731?l=downshiftingpercaso.blogspot.com' alt='' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le fatiche che non vi ho detto</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tascabile</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="IMG_5821-copia-300x200.jpg" src="http://www.ideetascabili.it/wp-content/uploads/2011/05/IMG_5821-copia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Le mie dodici eco-fatiche si sono concluse; si è trattato di un<strong> esperimento volontario</strong>, portato avanti con lo scopo di dimostrare a me stessa se tutto quello a cui ero abituata fosse davvero utile o necessario. Può risultare comodo salire sull&#8217;auto e andare a fare la spesa al supermercato, infilare nel carrello una vaschetta di carne, sei uova di dubbia provenienza, delle banane confezionate, sei bottiglie d&#8217;acqua, lo sgorgante per il lavandino e uno shampoo di cui non abbiamo nemmeno letto l&#8217;etichetta. Tra uno scaffale e l&#8217;altro ci si può far tentare da quelle splendide tazze in offerta che non ci servono, o da quel tagliamela che costa solo un euro. In cassa si mette tutto nelle borse biodegradabili che costano dieci centesimi e si rompono dopo dieci passi, si risale in macchina e ci accende una sigaretta; una volta a casa, si riempie il frigorifero dove buona parte del cibo che abbiamo acquistato (lamentandoci per i prezzi troppo alti) rimarrà nei secoli dei secoli. Amen.<br />
Questo è quello che ho fatto negli ultimi dodici mesi: rinunciare a dodici comodità, abitudini e <strong>comportamenti che molti di noi non mettono in discussione</strong>, perché fanno parte della normalità, di ciò che consideriamo naturale.</p>
<p>Ci sono però una serie di<strong> fatiche che non vi ho detto</strong>, nate per caso, involontarie, dalle quali non sono sempre uscita bene. Ve ne racconto due, una delle quali abbastanza infelice.<br />
Per tre anni <strong>ho vissuto senza televisione</strong> e non perché fossi snob; semplicemente, quando si è passati al digitale terrestre la mia TV ha deciso di non trasmettere più nulla, il vuoto totale. Non sono mai stata un&#8217;amante della televisione ma di certo non mi aspettavo un taglio così netto dall&#8217;oggi al domani. Mi sono ripromessa di contattare l&#8217;antennista; è passato un mese, poi sei mesi, poi un anno. Dopo due anni Matteo ha preso in mano la situazione e ha chiamato finalmente il tecnico che ci ha informato del fatto che il cavo dell&#8217;antenna che avevamo installato era in realtà un cavo della videosorveglianza: bastava cambiare un cavo, facile. Non l&#8217;abbiamo fatto, per il seguente principio:<strong> se non ci è servita fino ad ora, possiamo farne a meno</strong> (il principio è della mia amica Martina, fatene tesoro). Nella nuova casa la televisione c&#8217;è e si vede, ma vi assicuro che si stava meglio quando non c&#8217;era.</p>
<p>La seconda fatica che non vi ho detto (quella infelice) è che in fase di trasloco <strong>si è rotta la lavatrice</strong>. Niente dovrebbe spaventare una che è riuscita a vivere senza frigorifero, ma provate voi ad avere un mostro di ferro che – senza apparente motivo &#8211; sputa acqua in quantità, allagando completamente la casa mentre una montagna di vestiti da lavare vi guarda con aria di disappunto (e ovviamente non avete una vasca da bagno). Tutto ciò succedeva durante il mese “senza sprechi d&#8217;acqua”, perché la vita sa essere molto ironica.<br />
Passato lo sconforto iniziale (momento che è coinciso con la telefonata alla mamma e la sua frase salvatrice “portali da me i vestiti, te li lavo io”), ho valutato l&#8217;idea di rinunciare per sempre alla lavatrice e passare alle <strong>lavanderie a gettoni</strong>. Ho fatto due calcoli e vi assicuro che se si ha già una lavatrice non è conveniente per nulla, quindi ho deciso di far riparare il mostro e vissero tutti felici e contenti.</p>
<p>Tutto ciò per dire una cosa ovvia che (forse) affronterò nel prossimo post :)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cento Volte ToWriteDown</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
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		<description><![CDATA[THIS IS NOT A GIVEAWAY, THIS IS A BARTERAWAY!   Questo è il centesimo articolo che scrivo per ToWriteDown: un bel traguardo considerato il poco tempo che riesco a dedicare a questo mio spazio, ma il perchè ho bisogno di &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/05/18/cento-volte-towritedown/">Leggi l'articolo completo <span>&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#38;blog=31219774&#38;post=2302&#38;subd=towritedown&#38;ref=&#38;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>THIS IS NOT A GIVEAWAY, THIS IS A BARTERAWAY!</strong></h3>
<p><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2012/05/one-hundred.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2304" title="One Hundred" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2012/05/one-hundred.jpg?w=584&h=584" alt="" width="584" height="584" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Questo è il centesimo articolo che scrivo per ToWriteDown: un bel traguardo considerato il poco tempo che riesco a dedicare a questo mio spazio, ma il perchè ho bisogno di farlo credo di averlo messo in chiaro <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/01/26/articolo-2/" >la prima volta</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Volevo festeggiare questo post, il primo a tre cifre, e ho pensato di farlo a modo mio: proponendovi uno scambio.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2302"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche giorno fa ho invitato viandanti, passanti, lettori e curiosi a lasciarmi i titoli dei loro libri amati, amatissimi, irrinunciabili, cogliendo lo spunto offerto da una lista di <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/05/09/cento-e-altri-cento-libri/" >Cento (e altri Cento) Libri</a> pubblicata anni fa da <em>The Telegraph</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Torno su quella idea iniziale per proporvi uno scambio: un libro dalla mia libreria (nelle intenzioni, uno di quelli citati nel post <a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/05/09/cento-e-altri-cento-libri/" >Cento (e altri Cento) Libri </a>o nei commenti allo stesso) in cambio di un vostro saluto (le cartoline illustrate della vostra città vanno benissimo, se siamo lontani, mentre un caffè insieme sarebbe apprezzatissimo, in caso di vicinanza fisica).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Trattasi pertanto di baratto, non di concorso</strong>: tanto più che non saprei che promozionare se non la passione per la lettura e la scrittura, e il desiderio di fare leggere quanto pubblico su ToWriteDown, facendolo conoscere tramite chi già lo frequenta e lo apprezza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come prendere parte all&#8217;iniziativa?</strong> Segnalandomi nei commenti qui sotto tale intenzione e condividendo come preferite questo post, il post dei Cento Libri (al quale vi invito ancora a partecipare) o ToWriteDown in generale: se poi decidete di seguire l&#8217;evoluzione dei miei appunti iscrivendovi alla Newsletter o alla Pagina di Facebook del blog non potete che farmi felice. Il tutto, per dare un termine, entro la mezzanotte di venerdì 1° giugno, quindici giorni da oggi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come si baratta?</strong> Premetto che i libri che metto a disposizione sono tutti rigorosamente usati, acquistati nel tempo da me oppure ricevuti da altri baratti o da bookcrossing: però sono tutti in buono stato e alla ricerca di lettori. E sono una decina. In cambio, dicevo, mi piacerebbe ricevere un saluto sottoforma di cartolina (sì, proprio quelle illustrate, quelle che si collezionavano oramai decenni fa: quelle) o, nel caso, di un caffè. Se l&#8217;interesse sarà alto, procederò a una estrazione: oppure cercherò altri libri, la cosa mi riesce bene di solito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prendere contatto.</strong> La mia mail è sempre presente in homepage: servirà per prendere accordi, tra un paio di settimane, per procedere allo scambio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora non posso che aspettarvi&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/towritedown.wordpress.com/2302/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/towritedown.wordpress.com/2302/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&%23038;post=2302&%23038;subd=towritedown&%23038;ref=&%23038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Disco Week End: Donna Summer &#8211; Bad Girls</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ILBETTA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

E' la storia. E' la storia della disco music. Lo spartiacque tra un prima e un dopo. Una regina. La regina. Era il minimo dedicarle il disco week end. E' scomparsa una grande interprete. Certamente non vengono meno le sue canzoni e i ricordi legati a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://itunes.apple.com/it/album/bad-girls/id14424714" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" ><img border="0" height="197" src="http://1.bp.blogspot.com/-Qqu21VbSaos/T7WCjNWXoHI/AAAAAAAABVc/VQ4G1yGtHow/s200/Donna_Summer_Bad_Girls.jpg" width="200" /></a></div>
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;">E' la storia. E' la storia della disco music. Lo spartiacque tra un prima e un dopo. Una regina. La regina. Era il minimo dedicarle il disco week end. E' scomparsa una grande interprete. Certamente non vengono meno le sue canzoni e i ricordi legati ad esse.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;">Anagraficamente sono arrivato immediatamente dopo il suo grande successo, ma ugualmente ne sono stato contagiato. Alcuni generi musicali rimangono per sempre. Altri vivono un periodo, per poi scomparire oppure mutare. E' il caso della disco music. E quella cantata da&nbsp;<a href="http://www.donnasummer.com/" ><b><span class="Apple-style-span" style="color: #990000;">Donna Summer</span></b></a> è rappresentativa di un preciso periodo musicale, storico e sociale.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;">Può far sorridere qualche giovane di oggi il suo ascolto oppure no. Certo sta che comunque ha fatto ballare. Coreografie che accompagnavano canzoni che avevano forse un unico scopo, quello di mettere in movimento il corpo e l'allegria dello spirito.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;">Diversi i suoi successi. Alcuni diventati veri e propri must del genere, come <i>I Feel Love</i> oppure <i>Hot Stuff</i>. Per ricordarla ho voluto riprendere l'ascolto forse di uno dei suoi album di maggiore successo: <a href="http://itunes.apple.com/it/album/bad-girls/id14424714" ><b><span class="Apple-style-span" style="color: #990000;">Bad Girls</span></b></a>.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="325" src="http://www.youtube.com/embed/wPlV2dzXWCw?rel=0" width="435"></iframe></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2520839519594726777-2982228019651203656?l=ilbetta.blogspot.com' alt='' /></div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/LWag/~4/s2vTlfjzrJQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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